Stravagante. Fantasia al potere: ecco Giulio Bosca, lo yankee di Milano. Alla faccia delle due ore defaticanti dopo un duro lavoro mattutino sulla parte alta. Giulio Bosca fa delle trenate a quarantacinque chilometri orari sul Naviglio Pavese, l’arena ciclistica di chi pedala a Milano, le strade piatte simbolo delle due orette che nel ciclismo equivalgono al minimo sindacale. Maglia aperta, petto e spalle in bella vista. Ottantaquattro chilogrammi di muscoli. Giulione e i cambi regolari, Giulione che suda e spinge, Giulione che sembra un bel passistone (se non fosse per quelle gambe così pelose). E Giulione che fra meno di venti giorni sulle nevi perenni austriache di Soelden darà inizio alla sua stagione. Che speriamo tutti essere quella della consacrazione.

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