Peter Fill ci crede

Secondo a Bormio due anni fa

Scrupoloso, attento, determinato. Peter Fill ha studiato ogni angolo della Stelvio, cercando di memorizzare le linee più efficaci, le ondulazioni del terreno più fastidiose. Si è fermato a lungo prima del Canalino Sertorelli, nelle curve della parte centrale dopo Fontana Longa, quindi all’innesto della traversa della Carcentina. La conosce bene la Stelvio, ma Pietro non vuole lasciare nulla al caso: “Una pista impegnativa, nulla deve passare inosservato. E poi la prima ricognizione è quella dove immagazzini per la prima volta ogni particolarità”. Fill è stato secondo due anni fa sulla Stelvio. Rientra alla Baita de’ Mario, il quartier generale dei jet azzurri, si avventa su una penna all’arrabbiata, scambia con Heel considerazioni sulla pista: “Il finale è davvero difficile. Arrivi abbastanza stanco, e sbatte parecchio. E’ una lotta dall’inizio alla fine, anche se il punto chiave è proprio il muro conclusivo in quanto arrivi stravolto”.

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