Perché allenarsi in ski dome? «Tanti passaggi e condizioni identiche. Chiaro, su poca pendenza»

Pubblicato il:

Dopo il lavoro atletico a Formia è tempo di tornare sugli sci (in ski dome) per le slalomiste azzurre impegnate nel preparare la stagione agonistica 2025-2026. L’impianto al coperto belga di Peer ospiterà infatti Martina Peterlini, Marta Rossetti, Giorgia Collomb, Lara Della Mea ed Emilia Mondinelli da giovedì 31 luglio a mercoledì 6 agosto, per cinque giorni di allenamento sulla neve del gruppo femminile di Coppa del Mondo delle discipline tecniche. Il team sarà seguito a pieno regime dall’allenatore responsabile Roberto Lorenzi e dai tecnici Giancarlo Bergamelli, Daniele Simoncelli e Pietro Taricco.

Marta Rossetti e Martina Peterlini
Marta Rossetti e Martina Peterlini ©Pentaphoto

Quest’ultimo, anche preparatore atletico, ci svela i pro (non sono pochi) e qualche contro (sostenibile) degli allenamenti in capannone: «I vantaggi dello ski dome sono sicuramente legati al fatto che riesci a fare tanti giri, perché durante i turni di allenamento, non essendoci mai affollamento (i turni stessi risultano prenotati), i passaggi sono alti in numero. L’altro pro è che chiaramente non hai più la variabile del meteo, sei sempre alle condizioni che trovi. Mentre in ghiacciaio puoi avere delle variabili: il bello, il brutto, ha tirato, non ha tirato. In capannone quelle variabili lì si azzerano: la temperatura è sempre costante, il terreno è duro, quindi durante le tanche manche che riesci a fare le condizionano variano pochissimo. Un minimo di contro è legato al fatto che i capannoni non sono mai particolarmente pendenti, quindi lavori molto sul facile. Non hai tanto sviluppo e le manche sono un pochino più corte rispetto a quelle che magari allestisci sui ghiacciai. Chiaro, il lavoro è molto improntato per esempio sul fatto di “creare” velocità in una situazione facile, che non viene data dalla pendenza. Resta comunque un aspetto positivo non da poco: se stai provando una cosa nuova, sai che hai tanti giri a disposizione per poterla mettere in pratica».   

Lara Della Mea ©Agence Zoom

 E ancora: «Altro vantaggio pratico dell’allenamento in ski dome: esci dal capannone, ti riposi un attimo, ti cambi e hai una situazione molto semplice, anche per portare avanti tutto il discorso della preparazione a secco al pomeriggio, soprattutto in palestra. Da quel punto di vista lì è tutto logisticamente molto semplice. E la gestione del lavoro così diventa interessante».

Ultime notizie

Beltrami, Domobianca: «Ritrovare il gusto di sciare e non solo pensare a diventar campioni»

Valerio Beltrami dal 1986 guida lo sci club faro di Domodossola, ossia il Domobianca...

Marta Bassino e quei sogni in silenzio: obiettivo tornare a vincere

Federico Bistrot non la molla un attimo. La istruisce, la segue, la consiglia. La...

Bailet al comando in prima prova a Courchevel, i big tengono le carte coperte

Il Circo Bianco maschile va veloce verso il primo superG dopo quello di Bormio,...

La Svezia vince il team event ai Mondiali Juniores di Narvik, Italia eliminata ai quarti di finale

Il quartetto svedese composto da Esther Nordberg, William Haellqvist, Moa Landstroem e Alexander Ax...

Altro dal mondo neve

Marta Bassino e quei sogni in silenzio: obiettivo tornare a vincere

Federico Bistrot non la molla un attimo. La istruisce, la segue, la consiglia. La...

Bailet al comando in prima prova a Courchevel, i big tengono le carte coperte

Il Circo Bianco maschile va veloce verso il primo superG dopo quello di Bormio,...

Pirovano ritrova il gigante: «Felice, sono partita da lì». Ecco le azzurre per Åre

Laura Pirovano ritrova il gigante, dove tutto è partito. La sua specialità del cuore,...