Paris: «Se non rischi, non vinci». Carca: «Sulla ‘stradina’ puoi perdere la gara»

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E’ finita la ricognizione sulla Streif, la leggendaria pista della discesa dell’Hahnenkamm-Rennen che è giunta quest’inverno all’edizione numero 76. Scendiamo in pista e incontriamo il coach azzurro Lorenzo Galli all’altezza del tratto denominato Alte Schneise e ci dice: «Puliranno la neve caduta certamente, ma comunque c’è più grip, si terrà un po’ di più oggi rispetto alle prove». Passa Davide Cazzaniga, esordiente sulla Streif e sussurra: «Una pista che fa venire i brividi, c’è il mondo che ti guarda quando scendi…». Al salto della Red-Bull prima dell’Hausbergkante incontriamo il capo allenatore Max Carca: «Stradina e il pezzo di scorrimento prima del salto saranno punti chiave da non sottovalutare. Non vinci la gara in quei passaggi, ma puoi perderla». Al parterre c’è Matteo Marsaglia: «Ieri in superG sono partito senza riferimenti e ho fatto una spigolata che ha compromesso il mio risultato. Questa comunque è una pista che digerisco, mi piace, si è visto anche in prova».

ECCO FILL, PARIS E INNERHOFER – Per Peter Fill invece, oggi alla gara 301 in Coppa del Mondo: «Speriamo che sia una gara regolare, che lavorino bene in pista per togliere la neve caduta…». Dominik Paris, quinto ieri in superG e settimo in combinata, ripassa il tracciato, memorizza ogni pezzo gesticolando con braccia e mani. Poi, prima di lasciare la finish area, fa sapere: «Ci vuole coraggio sulla Streif, altre che storie. Se rischi fai risultato, si possono anche recuperare gli errori, ma non devi fare calcoli più di tanto. Rispetto? Il necessario, se non attacchi non vinci». L’ultimo, come sempre, a lasciare la pista dopo la ricognizione è Christof Innerhofer, che dopo aver scambiato le ultime osservazioni con Carca, ci dice: «Per quel che mi riguarda è necessario dare tutto all’inizio, ossia Mausefalle e Steilang, così se porti velocità alla stradina puoi contenere un eventuale ritardo…».

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