Pandemonio a Gurgl: vince Rassat, Marchant regala al Belgio il primo podio in Coppa. Italia indietro

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Il più grande spettacolo del weekend! E’ lo slalom maschile di Coppa del Mondo. Può succedere davvero di tutto e accade puntualmente di tutto. Almeno in 10-12 possono vincere, più di 20-25 atleti sono papabili per il podio. E nelle seconde manche le rimonte restano all’ordine del giorno. Storia ben diversa rispetto alla stesa specialità, al femminile.

E proprio con una grande rimonta Paco Rassat da Chambery, francese classe 1998, pettorale n.21, si prende la prima vittoria in Coppa del Mondo, a sorpresa, ma con pieno merito, che poi è anche il suo primo podio in assoluto. Quattordicesimo a metà gara, Rassat fa saltare il banco con una prova maiuscola nella seconda run, dove ottiene il miglior tempo di manche, ma soprattutto scia alla grande sul muro finale, il tratto chiave della pista di Gurgl.

Per trovare un altro vincitore francese che non si chiami Noel in slalom, al maschile, bisogna risalire a un certo Alexis Pinturault, primo in Val d’Isere il 15 dicembre 2019. La storia però la fa letteralmente Armand Marchant, belga classe 1997, da Liegi, pettorale n.23, secondo per soli 7 centesimi e anche lui in grande rimonta (dalla nona posizione): è il primo atleta del suo Paese, uomini o donne non fa differenza, a piazzarsi tra i primi tre in una gara di Coppa del Mondo di sci alpino. Ovviamente, è anche il primo podio.

Terzo Atle Lie McGrath, norvegese, già tre volte vincitore in slalom in Coppa, a 9 centesimi; guidava lui a metà gara. Quarto Haugen, quinto Nef che era secondo ex aequo a metà gara e sognava il primo podio in Coppa. Norvegesi comunque sempre forti e costanti. Oggi è mancata la ciliegina sulla torta. Fuori nella seconda manche il finlandese Eduard Hallberg, terzo a Levi e secondo oggi a metà gara: è sceso per vincere, stava sciando bene, è uscito nel muro finale. Capita. Ma resta un potenziale campione.

Paco Rassat ©Agence Zoom
Paco Rassat ©Agence Zoom

Lontani dai primi Strasser (8°), Braathen (primo a Levi, 10°), Kristoffersen, Noel (entrambi 12esimi), e lontani purtroppo anche gli unici due azzurri qualificati per la seconda manche: Vinatzer chiude 19°, perdendo nove posizioni, Sala, alla seconda gara dopo il rientro, 26°, in rimonta quanto meno di quattro posizioni rispetto alla prima manche. Nessun altro azzurro si era qualificato. Miglior risultato in carriera per l’austriaco Rueland, 12°. Un altro belga a punti: Sam Maes, 20°. Giornata da ricordare. Fuori nella seconda prova anche Ax Swartz e Meillard.

Per l’Italia: Vinatzer ha provato a spingere e come al solito è partito anche bene, ma i primi arretramenti sul muro, un film già visto, gli hanno fatto perdere decimi e posizioni, nonostante ancora una volta abbia chiuso al meglio sul piano finale. Un peccato, era decimo a metà gara, a 40 centesimi dal podio. Quanto meno questa volta l’errore non è stato fatale, ma i migliori sono lontani oltre un secondo. Sala ha sciato pulito, senza prendersi rischi eccessivi, portando a casa i primi punti stagionali. Urge però un cambio di marcia per tutto lo slalom maschile italiano. Il risultato odierno non può essere nemmeno sufficiente.

Alex Vinatzer in azione a Gurgl ©Agence Zoom
Alex Vinatzer in azione a Gurgl ©Agence Zoom

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