Flavio Roda sugli obiettivi olimpici. Il punto su D’Antonio e Innerhofer, le stelle Goggia e Brignone

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Ecco Flavio Roda, presidente di Federazione Italiana Sport Invernali, in merito alle convocazioni olimpiche per Milano Cortina 2026. Prima una puntualizzazione sugli obiettivi: «Abbiamo nel complesso una compagine assai forte. A Pechino 2022 abbiamo conquistato come Fisi 9 medaglie, un grande risultato sarebbe la doppia cifra. Ho e abbiano fiducia, possiamo riuscirci». Fra poco scatteranno i Giochi con l’inaugurazione a Milano il 6 allo stadio di San Siro dove Roda assisterà per poi raggiungere Bormio per la discesa maschile il 7.

Continua il dirigente bolognese: «La squadra di velocità è davvero competitiva, a Kitzbuhel abbiamo dominato e non solo grazie al successo strepitoso di Giovanni Franzoni e al capitano Dominik Paris. Tutti vanno forte e si tirano. Sulle discipline tecniche invece facciamo fatica, non nascondiamocelo. Alex Vinatzer sembra al momento l’unico riferimento per il gigante e lo slalom. Sbaglia ancora troppo, ma ha dimostrato di essere da podio in entrambe le discipline».

Il presidente, che è stato anche direttore tecnico, fa un appunto su Giovanni Borsotti e prosegue: «Le liste per le convocazioni olimpiche erano chiuse, ma il nono posto di Giovani a Schladming è stato un bel colpo. Mi fa piacere che abbia dichiarato di voler continuare un altro anno, non conta l’eta bensì se sei ancora competitivo. Il discorso sulla carta d’identità lascia il tempo che trova. Abbiamo Giada D’Antonio che ha sedici anni come d’altronde Christof Innerhofer 41 suonati. Contano i risultati e per le Olimpiadi anche un ragionamento sul potenziale, fare esperienza a chi ha dimostrato capacità indubbie».

Alle Olimpiadi contano le medaglie si dice da sempre. Conta il podio ai Giochi, più di ogni altra manifestazione. La medaglia olimpica, quel valore che è capace di sdoganare lo sport ovunque.

E così non è la prima volta che si inseriscono nei contingenti grandi promesse senza apparenti risultati. Ci viene in mente Alex Vinatzer in Corea nel 2018, un giovanotto che poi ha iniziato a togliersi soddisfazioni importanti dimostrando la bontà di quella scelta discussa per alcuni. E tornando a D’Antonio, è davvero unica la capacità di muovere interesse: la napoletana dal sangue colombiano ed ecuadoriano è sulla bocca di tutti, appassionati e non.

Poi il presidente ci parla delle nostre punte di diamante: «Sofia Goggia è capace di tutto a Cortina, Federica Brignone ha dimostrato al rientro una cattiveria agonistica e una determinazione che non ha eguali. E Federica ha ancora margine. Ne vedremo delle belle, sono davvero convinto».

Con Sofia e Fede di sicuro: i Giochi in casa non serviranno per una consacrazione sportiva raggiunta già ovviamente, ma per farsi scoprire e conoscere ancora di più nel mondo.

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