Nel giorno di Scheib, brilla la classe di Federica Brignone: sesta al rientro

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Federica Brignone torna a splendere sulla Erta, sesto posto in Coppa del Mondo a 292 giorni dall’infortunio. Un luogo magico, simbolico per la fuoriclasse di La Salle. Aveva vinto la prima edizione, nel 2017, dando una svolta alla carriera; ha sfiorato la top5 oggi, nel giorno del rientro alle gare dopo il terribile infortunio dello scorso aprile.

Si sentiva di essere pronta, o quasi, per riaffrontare una gara di Coppa del Mondo. Ha fatto di tutto per esserci questa mattina al cancelletto di partenza di uno dei giganti più belli dell’intero circuito femminile. La Federazione non era così convinta, ha provato a rallentare le tempistiche, ma Federica ha deciso di andare avanti per la propria strada. E ha avuto ragione.

Una corsa contro il tempo per ritornare, l’emozione in partenza, una prima manche con alcune curve buone e una prima parte senza forzare il ritmo. Una seconda discesa incredibile, da vera campionessa, con la voglia di spingere e con le sue solite pieghe. Quella luce verde che si è accesa in fondo a una Erta ormai al buio, è stata una vera e propria botta di vita.

Federica Brignone è tornata ed è stata riabbracciata dai suoi tifosi. È stata fuori nove mesi e il distacco nel giorno del suo rientro è di soli 1″23 da una Julia Scheib in grande spolvero, che ha fatto un’altra bellissima manche e si è messa in testa la corona. È l’austriaca la nuova regina di San Vigilio di Marebbe. Ha recuperato due posizioni e preceduto di 37/100 la svizzera Camille Rast, con terzo gradino del podio per la svedese Sara Hector, staccata di 46/100 dopo essere stata al comando della prima manche.

Durante la cerimonia di premiazione, è tempo degli abbracci e delle lacrime in casa Italia. Federica Brignone non trattiene l’emozione quando le si racconta dei complimenti ricevuti da Jannik Sinner direttamente dall’Australia. «Lo ringrazio, questi nove mesi sono stati davvero tostissimi: è un grande campione».

«È come aver vinto» le parole di Luca Scarian, preparatore del gruppo élite che in partenza abbraccia Davide. È una giornata straordinaria a San Vigilio di Marebbe, dove regna l’incredulità da parte di molti. C’è anche Claudio Ravetto: «Eccezionale, giù il cappello – dice – soprattutto su una pista del genere, dove già normalmente bisogna avere coraggio di tenere giù il piede per sfruttare il materiale».

Federica ha avuto coraggio a buttarsi ed è orgogliosa di quanto è riuscita a fare, rompendo il ghiaccio prima dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Ma questo sesto posto non va certo a modificare i piani del team, che ora si trasferirà a Cortina d’Ampezzo per sciare proprio sulla pista olimpica. Poi, nel caso, ci sarà Crans Montana. «Ma vedrò giorno per giorno».

La giornata di Kronplatz ruota tutta intorno a Federica Brignone, ma non va certo dimenticato il decimo posto di Lara Della Mea, che porta a casa un altro solido piazzamento. Questo è positivo perché la tarvisiana dimostra di aver fatto un bel passo avanti a livello generale, come ci ha confermato anche questa mattina il suo service Pascal Rizzi, incontrato sulla telecabina verso la partenza.

Quindicesima posizione per Asja Zenere, poi ventiquattresima per Alice Pazzaglia.

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