Milano Ski Team, nuova sfida ai cittadini

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Milano Ski Team, si parte. Cosa ti ha spinto in questa nuova avventura?
«Abbiamo assecondato l’esigenza di tanti ragazzi di Milano che hanno voglia di affacciarsi al mondo dell’agonismo, ma per le più svariate motivazioni, non hanno la possibilità di farlo. C’è chi non conosce l’ambiente, chi non ha la possibilità di spostarsi o non ha un appoggio logistico e organizzativo».

In che modo?
«Partiamo direttamente da Milano, in inverno faremo base a Chiesa Valmalenco. Pensiamo noi al viaggio, così le famiglie non hanno l’obbligo di salire in montagna nel fine settimana. Un club con diverse proposte per Pulcini e Children, che differenzia il metodo di lavoro. Questa estate abbiamo già mosso i primi passi allo Stelvio».

Quindi Milano ha voglia di agonismo?
«Come tutti i grandi centri urbani ha potenzialità enormi. Ormai i cittadini che fanno agonismo sono sempre di più, ma ci sono ancora tante famiglie che possono essere avvicinate a questa avventura. È importante proporre formule non estreme, è necessaria un’introduzione graduale».

E la preparazione atletica?
«All’interno della quota di iscrizione c’è un programma di lavoro a secco, sempre più importante nello sci. Svolgiamo l’attività in zona Sempione con la palestra Q-Move con cui abbiamo siglato un accordo».

Guardiamo al pianeta Juniores. Cosa ne pensi?
«In questa categoria, che a breve avremo anche noi, è presente un problema di numeri perché non si va incontro alle esigenze dei singoli. Ognuno deve avere la possibilità di esprimersi al proprio livello, dopo i Children invece o ti metti a inseguire una carriera con un cambio di vita significativo o molli tutto. Non ci possono essere solo le FIS e l’alto livello».

Abbiamo più allenatori che atleti…
«È importante formare i tecnici, ma allo stesso tempo è necessario alzare il livello: forse è anche colpa nostra quando i ragazzi abbandonano presto l’attività».

Hai frequentato anche il corso di preparatore atletico. Come ti è sembrata questa esperienza?
«Molto interessante, il lavoro atletico è fondamentale come base per lo sci. Il corso ‘preparatori fisici e fisioterapisti esperti nello sci alpino’ della FISI è aperto solo a chi ha in mano un titolo di studio idoneo. Il confronto è alto, i moduli in Mapei o al CONI sono utili ad arricchire il bagaglio tecnico. Si cerca di costruire uno staff che dialoga su allenamento e prevenzione».

Cosa pensi invece dei mental coach?
«Se è uno psicologo dello sport, quindi un professionista che ha fatto un percorso universitario, può essere utile. Altrimenti vedo tanti improvvisati».

«I cittadini che fanno agonismo
sono sempre di più»

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