Mathiou ritorna sugli sci e ritrova la felicità: «Ho fatto un buon percorso e sto bene»

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Sul ghiacciaio di Plateau Rosa, tra un gruppo azzurro e l’altro, si intravede anche Sophie Mathiou (Carabinieri), che da qualche giorno ha ormai ripreso a sciare dopo l’infortunio al ginocchio sinistro del dicembre scorso. Campo libero, nessuna fretta, qualche giro e un po’ di riposo, giusto per ritrovare le sensazioni.

Sophie, come stai?
«Bene, al ginocchio non sento niente, a parte qualche volta nello scarpone. Ho fatto otto giorni di sci e ora ritornerò in ghiacciaio».

Sempre campo libero?
«Inizierò a inserire qualche manche tra i pali, o meglio tra i ciuffetti, sempre a Breuil-Cervinia e sempre con Giuseppe Butelli (tecnico azzurro, ndr) che sta seguendo il mio rientro sulla neve».

Qual è stata la prima sensazione nel giorno del rientro?
«Intanto non mi era mai successo di rimanere così tanti mesi senza mettere gli sci ai piedi. La sera prima del ritorno pensavo continuamente a cosa sarebbe successo, qualche ora dopo in pista non è stato bellissimo: ho avuto un po’ di paura delle sensazioni che avrei potuto avere. Mi sono anche messa a piangere, fatte le prime curve, poi mi sono presa una giornata in scioltezza e divertimento».

E poi?
«Le cose sono subito andate meglio, ho ripreso ad avere leggerezza dal punto di vista mentale e ora va bene, ho ripreso a sciare».

Partirai anche tu per l’Argentina?
«Sì, anche io volerò in Sudamerica per lavorare insieme alla squadra. Non so ancora quando però, il volo è fissato per il 9 settembre, io valuterò se partire una settimana più tardi per non fare proprio un mese».

Il rientro alle gare?
«Quando sarò pronta, mi sono ripromessa di non bruciare le tappe. Sono tornata sugli sci sette mesi dopo l’intervento, ora va bene, ma dipenderà anche da quanto scierò e dai miglioramenti».

Quanto è stato duro il periodo riabilitativo?
«Parecchio stressante perché ho scelto di affidarmi al JMedical e così per quattro mesi ho fatto tutti i giorni avanti e indietro da Aosta a Torino. Sono contenta della scelta fatta, poi a maggio mi sono presa un periodo di vacanza, prima di iniziare  a lavorare con Giuseppe Abruzzini (preparatore che segue le elite, ndr)».

 

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