De Aliprandini @Beretta Solowattaggio

Luca De Aliprandini si divide tra aspirapolvere e la preparazione della tagliata per cena, tra la messa a punto della Vespa in garage e il taglio dell’erba in giardino; siamo entrati a casa sua con le nostre interviste su Instagram. È in pratica fermo dopo Hinterstoder e una Fis a Folgaria: lui che l’anno scorso aveva sciato sino al 18 maggio si sente un po’ in gabbia. «Avevo pensato di sciare molto in primavera anche quest’anno e immaginavo di partire subito per Ushuaia, adesso invece sono fermo, ma sono fermi tutti. E ripartiremo tutti allo stesso punto: non sarebbe poi male tornare sugli sci tutti a settembre». E non può ovviamente avviare la moto da cross, altra grande passione estiva, scoperta dopo troppe fughe con quella da trial.
Gli obiettivi della prossima stagione sono chiari. «Ci sono i Mondiali, c’è l’Alta Badia che è una pista che mi piace, c’è Adelboden dopo voglio andare a riprendermi quello che ho lasciato». Già Adelboden, la grande occasione per salire sul podio e anche qualcosa di più. «Mi sentivo bene, era da qualche anno che non riuscivo a allenarmi così intensamente e in modo così performante. Ero carico, perché Adelboden è davvero il massimo per un gigantista. Poi è arrivato quell’errore: purtroppo mi capita quando c’è un cambio di ritmo su quella gamba che mi sono infortunato nel 2014. Sono un po’ meno sicuro e basta davvero un attimo». Solo gigante o anche parallelo, visto quello che successo a Chamonix? «Dopo quella gara ero anche arrabbiato per l’infortunio di Maubi. Molti dicono che vada cancellato, io penso che possa rimanere ma ci devono ascoltare per apportare le giuste modifiche, la prima quella di togliere i dossi».