Qualcuno sostiene che la candidatura italiana abbia qualche punto di forza in più rispetto a quella svedese, anzi che sia la favorita. Poi vai a leggerti la relazione ufficiale di Octavian Morariu, il delegato-presidente della commissione di valutazione, l’uomo sul campo del Cio, che ha viaggiato da Cortina a Åre, da Stoccolma a Milano. Che di fatto dice che vanno bene entrambe. ‘Both’ è la parola chiave. Entrambe hanno dimostrato dialogo e collaborazione, entrambe hanno presentato un piano strategico adatto ai propri territori, entrambe si sono allineate alla Olympic Agenda 2020, entrambe hanno messo al centro gli atleti, entrambe hanno una tradizione negli sport invernali, hanno tifosi e organizzatori all’altezza. Entrambe hanno anche problemi di distanze tra i campi gara. E ancora, entrambe propongono di utilizzare il 80% delle strutture esistenti, il 20% in più rispetto ai Giochi del 2018 e ai prossimi del 2022. E il budget previsto per la candidatura è oltre il 75% in meno rispetto agli anni precedenti. Per entrambe. E allora chissà se l’Italia è davvero la favorita.

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