Lorenzi, il valore della medaglia iridata di De Aliprandini, Sölden e il sogno olimpico

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Il 24 ottobre riparte la Coppa del Mondo con il tradizionale appuntamento di Sölden. Il primo atto per i ragazzi del gigante: otto gli alfieri che il direttore tecnico Roberto Lorenzi, coadiuvato dall’allenatore responsabile Walter Girardi e da Giancarlo Bergamelli, schiererà sul leggendario Rettenbachgletscher. Proviamo a fare i nomi della compagine azzurra allora. Sarebbero della partita il vice campione del mondo Luca De Aliprandini, Riccardo Tonetti, Giovanni Borsotti, Hannes Zingerle, Giovanni Franzoni, Filippo Della Vite, Simon Maurberger. Poi per un posto in ballo ci sono Manfred Moelgg, Alex Vinatzer e Tommaso Sala. «Senza la possibilità di recarci in Argentina, abbiamo messo in programma da dopo ferragosto quattro periodi a Saas Fee. Dopo il training sul ghiacciaio svizzero valuteremo il programma di avvicinamento al primo appuntamento di Coppa del Mondo. Fino a metà settembre il gruppo di gigante lavora con lo slalom, poi ognuno andrà per la propria strada rispetto agli obiettivi specifici», fa sapere Lorenzi.

Luca De Aliprandini sul podio di Cortina d’Ampezzo ©Pentaphoto

La squadra è forte della medaglia di argento di Cortina di De Aliprandini, un grande risultato davvero. «L’effetto della medaglia è stato non solo nell’immediato, non solo ha ripagato la nostra formazione dopo anni difficili senza risultati. La squadra delle porte larghe è stata criticata spesso, questo argento iridato ha dato il giusto respiro che serviva, è stata un viatico per affrontare il futuro più serenamente. Ci siamo tolti un peso, Luca è stato protagonista nel giorno giusto al momento giusto. Certo, dobbiamo guadare avanti, ripeterci, salire ancora e al più presto sul podio», così il dt.

Riccardo Tonetti

De Aliprandini e Tonetti hanno risentito ancora di vecchi acciacchi durante la prima fase dell’estate. Una preparazione atletica a singhiozzo, anche se adesso stanno meglio. Per Luca ancora un problema al ginocchio, per Ricky alla caviglia. E Maurberger? «Sembra aver ripreso definitivamente dall’infortunio al ginocchio. Sicuramente all’inizio dovrà evitare cerchi carichi, aver sempre rispetto per l’articolazione in questione. Ma lo sci è così, tanti atleti hanno questi problemi ma riescono comunque a mettersi in mostra», ancora il coach trentino. Per Borsotti sarà la stagione della verità, nel senso che cercherà più continuità di risultati. Manfred Moelgg si sta allenando anche in gigante, si vedrà se realmente gareggerà ancora fra le porte larghe o solo in slalom. E poi c’è uno Zingerle che cresce. I tecnici azzurri inoltre stanno puntando su Sala e Vinatzer. «A Sölden comunque non potranno essere schierati insieme perchè entrambi non sono nei top 80 all mondo della disciplina», sostiene Lorenzi. Poi ci sono i giovani Franzoni e Della Vite: i ragazzi di Max Carca hanno dimostrato l’anno scorso di avere il passo giusto per essere presto davanti anche nella massima serie. Sarà un anno agonistico con tanti obiettivi. In primis c’è quello olimpico. «In Cina abbiamo una grande opportunità. Vogliamo arrivare competitivi all’appuntamento a cinque cerchi. La strada è ancora lunga, mancano cinque mesi di allenamenti e gare, di confronti, di selezioni. Ma dopo Cortina, ci siamo resi conto che nulla è impossibile», chiude Lorenzi. C’era una volta la squadra di gigante che non faceva risultati. Una volta però…

Giovanni Borsotti ©Agence Zoom

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