Livio Magoni: 'Saranno ventitre' giorni di fuoco'

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Il tecnico azzurro e' ottimista per la trasferta ad Ushuaia

La prima volta di Livio Magoni con l’Italia in Sudamerica. Il tecnico azzurro, responsabile del gruppo tecnico femminile, ha le idee chiare. «Saranno ventitré giorni di fuoco, la speranza è quella che quando torneremo a casa diremo che è stata dura, ma che avremo fatto qualcosa di buono. Il programma è quello di personalizzare il lavoro di ogni singola atleta, differenziandolo ogni giorno: è impegnativo, ma l’obiettivo è quello di cercare di cambiare la mentalità della squadra. Dopo il ritiro di Saas Fee le ho viste determinate, anche nelle difficoltà. Credo che sia una squadra forte, ma ho la sensazione che pensino di non potercela fare a sostenere tre settimane di lavoro intense, di non essere pronte. Invece io penso il contrario: sono forti fisicamente, devono crescere adesso anche di ‘testa’. Sarà un lavoro di ‘psiche e tecnica’. Sono ottimista, sarà fondamentale il lavoro di equipe anche da parte dello staff, per questo ho chiesto a tutti i tecnici di essere concentrati sino alla fine. In questa fase della preparazione mettiamo le basi per la prossima stagione. Sinora abbiamo fatto ‘esercitazione’, solo a Saas Fee abbiamo fatto qualcosa in più con un approccio vero a slalom e gigante. Adesso serve intensificare, ma ripeto i segnali che ho avuto da tutte le ragazze in squadra sono incoraggianti». 

Qualche gara in programma? «A settembre sono in calendario alcune gare della SAC a Cerro Castor e sicuramente saremo presenti. Per due motivi. Il primo è quello di avere subito un feeling con la gara, dalla ricognizione all’approccio alla competizione. Siamo ‘nuovi’ in questo aspetto: è fondamentale provare tutti i meccanismi prima che si arrivi a Sölden. Il secondo è quello di migliorare i punteggi per le ragazze che ne hanno bisogno».

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