Michelle Gisin sopra l'enorme parterre di Sestriere ©Agence Zoom

Pare una vita fa quando Alberto Tomba faceva impazzire la folla lungo le piste di Sestriere. Una bolgia pazzesca che ha lasciato il vuoto in tutti i sensi dopo il ritiro del più grande campione che l’Italia abbia mai avuto. Per diversi anni a seguire, la località piemontese ha infatti ospitato gare di Coppa del Mondo senza riuscire a portare un grande pubblico sul Colle, fatta eccezione forse per le Olimpiadi del 2006. Tutta un’altra storia in questa edizione. Sì, perché il week-end appena terminato ha riservato una piacevole sorpresa con oltre 12 mila spettatori accorsi per assistere al gigante, qualcosa in meno per slalom femminile. Gran merito va agli organizzatori, in grado di coinvolgere parecchi sci club con azioni promozionali e allestendo un parterre di gran livello, con tribune, stand e sponsor prestigiosi. Aggiungiamo poi l’ottimo momento delle gigantiste azzurre e se vogliamo, l’abbondante neve a fare da contorno ed ecco un evento perfettamente riuscito.

NUOVA DIREZIONE? – Viene da chiedersi se finalmente stia cambiando qualcosa in questo sport che sempre più spesso sembra soffrire di carenza di interesse, soprattutto al femminile. Alcuni segnali importanti in termine di pubblico si sono già visti lo scorso anno a La Thuile e se vogliamo andare all’estero, a Killington, in terra statunitense, da sempre avara di spettatori. Difficile credere che tutto di un tratto la gente si sia appassionata per lo sci. Più logico pensare che gli sforzi dei comitati organizzatori si siano concentrati maggiormente sull’aspetto della partecipazione, dei tifosi e di conseguenza, dei soggiorni nelle loro località. Se è questo il caso, parliamo di un bel passo avanti dove a guadagnarci non sono solo gli operatori turistici, ma lo sci in generale. Volendo restare in tema Coppa del Mondo, è fondamentale proseguire in questa direzione, coinvolgendo più gente possibile. Detta in parole povere e forse banali, più aumenta il pubblico, maggiore sarebbe l’interesse, la comunicazione e la visibilità di questo sport, che a volte dà l’impressione di coinvolgere solo gli addetti ai lavori, parenti e amici. Non solo, gli sponsor e gli investimenti tornerebbero a crescere.

Denise Feierabend©Agence Zoom)
Denise Feierabend ©Agence Zoom

GLI SPONSOR – Allo stato attuale la Coppa del Mondo sembra restare in piedi grazie ad alcuni grossi sponsor, ma manca completamente il collegamento con la gente comune. Se pensiamo ai milioni di sciatori che frequentano le località sciistiche e facessimo un sondaggio su quanti conoscono i nostri atleti più blasonati, il risultato potrebbe essere avvilente. L’Italia dello sci occupa da diversi anni le prime tre posizioni del ranking mondiale, ma al contrario dell’Austria, non si può certo parlare di sport nazionale. Ovviamente è impossibile ambire alla notorietà del calcio, ma è possibile provare almeno ad avvicinarsi? È davvero una mission impossible? Le riviste di settore fanno già il possibile e forse l’impossibile, ma le testate nazionali, i tg e le televisioni in generale, dedicano spazio sufficiente? Viene in mente l’esempio del rugby, sport del quale si legge spesso, pubblicizzato bene nonostante non si possa dire che la nazionale italiana sia un portento. O quello meno recente della vela quando si parlava di Luna Rossa in tutte le salse. Campagne che hanno dato i loro frutti portando la gente comune a parlarne. Basterebbe una bella spinta mediatica di questo genere? Non abbiamo la risposta certa, ma i milioni di sciatori che affollano le piste da sci, sono un bacino troppo importante per essere ignorato.