Si brinda sul podio...

Fai fatica anche a immaginarlo, sembra difficile addirittura in un sogno. Invece è realtà, straordinaria realtà. Il ghiaccio verde, le lastre lucide, un pendio mozzafiato: c’erano le condizioni per un trionfo è vero, ma metterlo in pratica in gara è tutta un’altra storia. E la storia oggi è stata incisa sul ghiaccio bormino. Più che storia, parliamo di antologia, doppietta da paura con Dominik Paris che concede un tris splendido in discesa Bormio (eguagliando l’austriaco Michael Walchhofer) e anticipa Christof Innerhofer di 36 centesimi.

Christof Innerhofer esulta 

PARIS E INNERHOFER, DIVERSI MA UGUALI – Due campioni così diversi ma così uguali. La tecnica. Paris è potenza, compattezza, scorrevolezza. Innerhofer maestro della tecnica e unico sul pianeta a cesellare le curve sul ghiaccio come se avesse un goniometro sotto i piedi. Il carattere. Paris più schivo e ruvido. Innerhofer più estroverso e accomodante. L’atteggiamento. Paris più diretto, senza fronzoli. Innerhofer più calcolatore, commerciale. Il rapporto con la comunicazione. Paris più sbrigativo. Innerhofer più attento. Diversi ma tuttavia uguali nella classe, nella carriera sfavillante, nell’appartenere alla magica compagine azzurra della velocità. Oggi in ricognizione l’atmosfera era diversa. Sarà stato il preludio per questo trionfo, sarà stata l’emozione di sfrecciare sule nevi di casa. Domme e Inner non staccavano gli occhi dal pendio: memorizzare linee, studiare le rughe del terreno, capire i dossi con una attenzione minuziosa.

Dominik Paris in azione oggi sulla Stelvio

LE DICHIARAZIONI A CALDO NELLA FINISH AREA – In ricognizione la luce delle prime ore del giorno splendeva sulle lastre di ghiaccio, dove noi umani stavamo inchiodati con le lamine per non deragliare. Paris e Innerhofer si trascinavano all’arrivo in silenzio, fra dubbi e aspettative, concentrati per preparare il colpo vincente. E così è stato. Dominik Paris è esploso al traguardo. Lui che fa fatica a volte ad esprimere all’esterno la sua gioia non finiva di esultare e abbracciare chi aveva a fianco. «Una tripletta leggendaria, sapevo di essere competitivo, ma questo tris è commovente». Christof Innerhofer se la gode: «Terzo podio stagionale, peccato per qualche errore in zona Ciuk ma ho fatto una grande gara. Complimenti a Paris, oggi è festa per due. Stanco? Di brutto, la Stelvio è sfinente». Stanchi ma felici, una giornata antologica davvero.

Emanuele Buzzi in ricognizione al Ciuk ©Pez

MARSAGLIA, BUZZI E CASSE CI SONO – Dopo i campioni azzurri arriva la Svizzera: terza piazza per Beut Feuz a 52 centesimi. Quarto posto per lo statunitense Brycet Bennet a 67, quinta piazza per l’austriaco Vincent Kriechmayr a 96 centesimi e sesto a 1.02 un ottimo Matthieu Bailet: il francese era al via con il 47. Aspettavamo una grande gara della corazzata norvegese: invece Aksel Lund Svindal non si inserisce neanche nella top ten e Kjetil Jansrud abbandona il campo di battaglia. Dopo gli altoatesini, il terzo italiano in classifica è il ‘romano di San Sicario’ Matteo Marsaglia: termina diciannovesimo a 2.17. Passo dopo passo sta tornando competitivo. Sempre un costante Emanuele Buzzi ventiduesimo a 2.28 chiude a punti, come anche a 2.31 un Mattia Casse che dopo la Gardena è tornato finalmente a pungere. Un bel banco di prova per Matte, Lele e Mattia questa Stelvio: i ragazzi crescono e questa stagione iniziano a brillare per regolarità. Trentottesimo Werner Heel e quarantasettesimo Federico Paini. Out Davide Cazzaniga. Caduto lo sloveno Klemen Klosi che è stato trasportato in ospedale a Sondalo in elicottero. 

 

La pista Stelvio ©Pez

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