Max Carca ©Andrea Chiericato

Max Carca è un tipo che parla poco, non ha peli sulla lingua, arriva diretto al nocciolo della questione. Forse poco da cerimoniale, poco istituzionale, ma è così. E forse è meglio. Ecco cosa ci ha detto il gran capo dello sci maschile (gran capo a tutti gli effetti al di là di etichette e doppioni): «Sono deluso. Mi sono appena confrontato con lo staff, abbiamo fallito oggi. Siamo stati troppo rigidi, sono poche le cose da salvare a dire la verità. Siamo stati troppo attenti a tenere le linee e non abbiamo fatto scorrere lo sci, troppo poco sensibili insomma. Fra l’altro una neve così facile esigeva maggiore capacità di far correre lo sci…invece…».

Peter Fill ©Agence Zoom
Peter Fill ©Agence Zoom

LE VIDEO INTERVISTE DEGLI AZZURRI – E’ deluso Max Carca, come gli stessi ragazzi che non sono riusciti ad esprimersi al meglio. Ecco a proposito nel video le dichiarazioni, oltre dell’apripista Federico Paini, di Mattia Casse, Emanuele Buzzi e Peter Fill, anch’egli oggi attardato, nonostante il podio della prima discesa della Val d’Isere.

L’unico che si salva  della formazione del navigato Alberto Ghidoni, che ci ricordava in ricognizione che per la prima volta è venuto in Gardena da atleta a diciotto anni, è  Christof Innerhofer. Certo, stiamo parlando di un tredicesimo posto, ma oggi va così. Termina a 77 centesimi da Max Franz (l’austriaco vincitore che ha beffato Svindal e Nyman), ma a poco meno di quattro decimi dal podio. Ma è da registrare il fatto che Inner solitamente su questa pista fa davvero fatica, e oggi sembrava proprio meglio la sua azione in termine di morbidezza. Insomma, qualcosa si muove. Ma eccolo Innerhofer dalla camera d’albergo al termine della discesa. GUARDA LA CLASSIFICA

ENTUSIASMO PER I NOSTRI BENIAMINI – Tribune piene, bordo pista anche. Tifosi e appassionati hanno risposto bene alla manifestazione del Saslong Classic, giunta alla quarantanovesima edizione. Fan club organizzati, colore e calore, bandiere e vessilli, Entusiasmo contagioso, e anche Dominik Paris, deluso a fine gara, si fa prendere dalla bolgia in festa. Lascia la finish area e ci mette mezz’ora per uscire dal parterre: selfie, strette di mano, pacche sulle spalle. Gli azzurri, anche oggi, non sono mai stati soli. Sempre applauditi, incoraggiati, sostenuti. Per i ragazzi, i ragazzi della velocità, un bagno di folla. L’appuntamento con il podio è solo rimandato. «Non abbiamo certo disimparato a sciare in un week-end», per dirla ancora con Carca, che alla fine, per stemperare la sconfitta, sorride e guarda avanti con fiducia.

Dominik Paris preso d'assalto dai tifosi ©Gabriele Pezzaglia
Dominik Paris preso d’assalto dai tifosi ©Gabriele Pezzaglia
Il pubblico in Gardena ©Agence Zoom
Il pubblico in Gardena ©Agence Zoom

OCCASIONE SPRECATA – E’ stata comunque un’occasione sprecata, perchè il pendio era davvero preparato alla perfezione. Henri Battilani è un altro di quello che va subito al sodo: «Peccato, ho sprecato un’occasione perché oggi si poteva fare, la pista era molto bella. Purtroppo ho sciato in modo brusco e su questa neve non pagava». Ha chiuso davvero attardato il valdostano. Ma è giovane e il futuro è suo. Coraggio.

Battilani

DEMETZ, IL DIRETTORE D’ORCHESTRA – Pista perfetta dicevamo. E fra quelli che la Saslong la forma, la crea, la culla e la custodisce, c’è Horst Demetz, il direttore di pista, o forse, meglio chiamarlo il direttore d’orchestra di questo verticale teatro ladino, che ci dice: «Tutto è andato per il verso giusto fra le due prove e le due gare. Ma prima di questi quattro giorni il lavoro è davvero lungo e intenso. Iniziamo a lavorare in pista a ottobre per due settimane, periodo in cui montiamo cinque chilometri di reti A. Nel mese di novembre abbiamo avuto due settimane buone per iniziare a fare la neve, predisponiamo in totale 64 cannoni che servono il pendio di gara. In poco tempo abbiamo allestito il 70% della pista, terminata poi a inizio dicembre. Quindi inseriamo le reti B e le altre reti per un totale di 25 chilometri». E c’è neve e neve, in termini di qualità. Ancora Horst: «Una neve di qualità, elastica, la consistenza della neve è di 600 kg per metro cubo». Oltre a Franz e ai norvegesi c’è anche un altro vincitore insomma, gli infaticabili uomini in pista del comitato organizzatore.

Horst Demetz ©Gabriele Pezzaglia
Horst Demetz ©Gabriele Pezzaglia

Ed ecco ancora alcuni scatti della giornata in Gardena

In ricognizione con Peter Fill ©Gabriele Pezzaglia
In ricognizione con Peter Fill ©Gabriele Pezzaglia
Franz
Max Franz esulta ©Agence Zoom
Vola Aksel Lund Svindal ©Agence Zoom
Vola Aksel Lund Svindal ©Agence Zoom