L’effetto Verdú sullo sci andorrano

Ad Andorra, adesso che la squadra di calcio è in piena zona retrocessione nella Liga spagnola 2 (la nostra serie B) lo sci è a tutti gli effetti lo sport nazionale del Principato. Non che prima lo sci non lo fosse, ma il club calcistico (non la Nazionale, intendiamoci…), dopo l’arrivo dell’ex Barcellona Gerard Piqué come presidente, raccoglieva sempre più consensi.
I risultati straordinari di Verdú in Coppa del Mondo, uniti a quelli poco confortanti del Futbol Club Andorra, hanno reso lo sci ancora più popolare.
Joan è la star del paese, ha dato ancor più visibilità ad Andorra che sullo sci ha investito parecchio, anche a livello organizzativo, dalle finali di Coppa del Mondo alla candidatura per i Mondiali del 2029 (e nella prossima stagione approderà la Coppa Europa). Le risorse economiche non mancano, le strutture pure, forte di un turismo in crescita, certo i numeri sono quelli che sono. «Pensa che in tutto il paese ci sono sette sci club, e non così numerosi: solo a Sestriere ci saranno più agonisti che in tutta Andorra», così ci racconta Gregory Ribotto che sino all’anno scorso, seguiva, insieme a Guido Paci, le squadre di Coppa Europa andorrane.

©Agence Zoom

Verdú fa ovviamente vita a sé con il suo staff (dove come skiman c’è il sestrierese Andrea Peretti), sulle piste di casa si vede nelle vacanze di Natale oppure per i test di fine stagione, ma è il volto della FAE. Prima di lui in pochi erano riusciti a far punti in Coppa del Mondo (Vicky Grau e Mireia Gutiérrez), lui ha raggiunto un traguardo storico per una nazione che non arriva ai 100.000 abitanti. L’effetto Verdú si vede eccome, con la federazione che si coccola i suoi atleti a tutte le età: non sono molti gli agonisti di alto livello (si è anche ritirato Àxel Esteve), ma da Cande Moreno, Jordina Caminal, Carla Mijares, Íria Medina, Àlex Rius, Bartumeu Gabriel o Xavier Cornellá si cerca di trovare, se non un nuovo Verdú, almeno atleti in grado di far bene in Coppa Europa e, perché no, in Coppa del Mondo. Il programma per loro è lo stesso delle grandi Nazionali, con tanto di trasferte in Sudamerica o in Scandinavia, potendo anche contare su un centro di prim’ordine a Ordino per preparazione atletica e la riabilitazione. Insomma si cerca di fare il massimo possibile e, proprio perché le squadre sono ristrette, non si chiede tutto e subito, con l’unico rischio che non avendo quasi concorrenza interna si finisca un po’ di accontentarsi.

Ma è soprattutto sui gruppi giovanili che si investe molto, con la federazione presente già con le squadre Under 19 e 16. In più per loro un college davvero all’avanguardia con le piste da sci davanti alle aule scolastiche, palestra, pista di atletica indoor, seguiti da allenatori, preparatori atletici, dietologo, fisioterapista… da far invidia a quelli sulle Alpi. Gareggiano quasi solo nel circuito andorrano – la Coppa Popeye per i Children – con il Trofeo Borrufa sulle nevi di casa o la Scara a Val d’Isère come primo confronto internazionale. 
Forti dell’indossare la divisa della Nazionale andorrana, ormai sempre più orgoglio di tutti.

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