Com’è andato l’anno zero del progetto Fisi per il Futuro?

Nei mesi scorsi in pista e adesso alla scrivania per i report sulla prima stagione di Fisi per il Futuro: Matteo Marsaglia si è calato appieno in questo progetto per le categorie giovanili.

Le impressioni?
«Direi positive, siamo contenti. È stato un anno zero, non senza difficoltà, prima per poca, poi per la troppa neve, ma era giusto partire per dare un segnale, sia dal punto di vista tecnico che culturale».

Reazioni dalla base?
«Sono stato a molte gare e in comitati diversi, e devo dire di aver ricevuto tanti pareri favorevoli, anche dai più scettici che, vedendo il progetto sul campo, si sono ricreduti».

Quali sono stati i format più utilizzati?
«Flipper, gran gigante, piedi veloci, la nuova gimkana, ma anche lo ski style. Ma manterremo tutti i format anche nella prossima stagione, meglio se senza l’obbligo di dover cambiare da un anno all’altro, proprio perché siano all’inizio e serve prenderci un po’ la mano a questi cambiamenti».

©Pierre Lucianaz

Qualche novità in vista?
«Vorrei non lasciare i club da soli a gestire questi format, e punterei sulla presenza di qualche tecnico Fisi o della STF a dare una mano ai tracciatori. Hanno fatto già un ottimo lavoro, ma è chiaro che un appoggio dal vivo e non solo per telefono è fondamentale per la crescita. Un aspetto da correggere, poi è la premiazione: pensavamo di vedere tanti più volti premiati, invece spesso si sono ripetuti un po’ sempre gli stessi e non mi è piaciuto granché vederli tornare a casa con tre coppe…».

I calendari?
«Ripeto, è stato un inverno particolare. Qualcosa da rivedere ci sarà: il principio è quello di sviluppare situazioni diverse, sfruttando anche le gare come momento ludico e allenante. Il fatto poi di concentrare più prove nello stesso giorno, permette anche di poter sfruttare altri fine settimana per la preparazione e non solo per la gara fine a se stessa. Così da ottimizzare i tempi e anche i costi. Certo, in alcuni comitati sono riusciti a portare avanti il programma senza intoppi, altri hanno dovuto fare i conti con le condizioni di innevamento».

©Pierre Lucianaz

Come per lo ski-cross…
«Sì, ma non lo toglierei mai dal programma degli Italiani o del Criterium Cuccioli. A La Thuile ho visto molte Cucciole 1 affrontare il percorso con grande sicurezza e sono rimasto davvero impressionato: se riusciamo ad preparare a queste età certi passaggi tecnici, avremo meno difficoltà nelle gare veloci a livello Giovani. La carenza di strutture in molti Comitati pesa sicuramente, si potrebbe ovviare con un gran gigante un po’ più vicino allo ski-cross, ma l’obiettivo è quello di dare sempre più potere ai club, magari facendo richieste comuni, per sensibilizzare le stazioni perché vedano la pista di ski-cross come una opportunità e non come un peso».

Anche alle finali del Gran Premio Giovanissimi ci sono format diversi.
«Ed è giusto così. Non è Fisi, ma Amsi, ma in fondo, con il parallelo e lo speed contest, si parla la stessa lingua. Anche in altre gare promozionali si va in questa direzione ed è un bene perché più si varia da piccoli, più si migliora. Poi è chiaro che a tutte le gare non si potrà partecipare, ma è fondamentale che ci sia sempre il divertimento, prima della competizione e dell’agonismo che pure fa parte del gioco: bisogna dare il giusto peso alle cose».

Buona la prima, dunque?
«Abbiamo sempre detto che i risultati di Fisi per il Futuro si vedranno tra un po’ di anni. E se andiamo tutti nella stessa direzione sono convinto che faremo un bel passo avanti come movimento».

©Pierre Lucianaz

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