Saranno gare un po’ diverse dal solito. Almeno sino al prossimo DPCM, quello che – si spera – dovrebbe aprire allo sci dal 7 gennaio. Condizionale d’obbligo, intanto ora valgono le regole del DPCM del 3 dicembre che al punto e) dell’articolo 10 specifica che sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni – di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico.
Da questo punto la FISI ha fissato un protocollo per le gare (attenzione, per le gare, non per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti, i trasferimenti alle località sedi di gara, alberghi…): norme che conoscono bene atleti e organizzatori delle prima Fis stagionali, ma che valgono per tutte le categorie.
Protocollo che prevede appunto che in pista sono ammessi esclusivamente i concorrenti, i tecnici, i giudici e il personale di soccorso e di supporto tecnico. Ovviamente niente pubblico.
Unico ingresso in pista, con rilevazione della temperatura; tutti con la mascherina che potrà essere tolta solo al cancelletto di partenza. Una starting area che dovrà essere più ampia per evitare incroci tra i tecnici e per consentire il distanziamento. Premiazioni sì, ma senza con gli atleti lontani uno dall’altro e sempre all’aperto.