L’Austria della velocità in crisi?

LA STORIA DELLA SETTIMANA - Ecco il punto di Marco Pastore dopo il fine settimana francese

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Otmar Striedinger ©Agence Zoom

In Val d’Isere riparte la Coppa del Mondo delle discipline veloci, dopo l’annullamento delle tappe nord-americane. Si parla tanto di riscaldamento globale del pianeta e lo sci sta soffrendo questa situazione. E’ un dato di fatto, si fa sempre più fatica a confermare i calendari: se manca la neve in Europa, la troviamo in America, o viceversa. Ad ogni modo, la Francia è messa bene quest’anno e grazie al recupero di Beaver Creek, ospita la Coppa del Mondo per due week end consecutivi.

CRISI AUSTRIA? – Questa settimana vogliamo soffermarci sullo squadrone austriaco delle discipline veloci. Il Wunder Team deve sempre puntare alla vittoria, se non altro per l’enorme popolarità dello sci in Austria. Parliamo di una squadra organizzatissima, a cui non manca nulla e dove lo staff, la ricerca e la qualità degli allenamenti sono sempre ai massimi livelli. Ebbene, piccola tragedia dopo le prime due gare veloci di Val d’Isere: niente vittorie, tantomeno podi ed un misero decimo posto come risultato migliore con Max Franz in superG.

E ORA? – Non ci è dato sapere quali siano le considerazioni dei tecnici dopo la due giorni di velocità, ma i volti nel parterre e in albergo la dicono lunga sulla delusione. Difficile capire i motivi di una prestazione simile. Ritardo di preparazione? Programmazione in vista dei Mondiali di St. Moritz? Atleti non più all’altezza per ambire all’alta classifica? Tutto è possibile. Certo è che l’Austria non può permettersi di stare dietro al resto del mondo. Gli investimenti della OESV sull’attività dei loro atleti sono ingenti e gli sponsor non sono da meno. Non mancano pertanto gli ingredienti per eccellere, ma come per le altre squadre, tutti gli ingranaggi devono funzionare alla perfezione e per questo, non sempre bastano i denari. Più che scervellarsi sui motivi di questa battuta d’arresto, sarà interessante valutare i risultati delle prossime gare, per capire se si è trattato di un caso isolato o se in effetti si stia assistendo ad una vera e propria crisi del team più blasonato della storia dello sci.

I GIOVANI – Gli atleti non mancano, ma come per le altre nazioni, servono continui ricambi. Pienamente giustificati per ora, i due big Matthias Mayer (17° in discesa e 23° in superG) e Hannes Reichelt (24° in discesa e 17° in superG), reduci da gravi infortuni e interventi chirurgici piuttosto delicati. Sono mancati invece Vincent Kriechmayr, Otmar Striedinger e Romed Baumann. Tra i più giovani, per il futuro sono da seguire Daniel Danklmaier, Christian Walder e Frederic Berthold: se verrà data loro fiducia, sembra abbiano le carte in regola per crescere bene.

MAYER– Infine, merita un accenno il rientro di Matthias Mayer, a quasi un anno di distanza dal grave infortunio occorsogli in Val Gardena. Sta bene, è determinato e allenato. Fisicamente ha messo su qualche chilo e non dubitiamo che si tratti di massa muscolare. A Val d’Isere ci è sembrato particolarmente tranquillo, consapevole di aver pienamente recuperato dall’incidente, che ricordiamo averlo costretto ad un intervento chirurgico alle vertebre. Durante i giorni di prova ha fatto pienamente il suo dovere, con un sesto e dodicesimo posto.  Un po’ peggio in gara, ma parliamo del campione olimpico in carica e presto lo rivedremo al vertice.

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