Lady Shiffrin: slalom tra paure, pressioni e difficoltà. L’oro e il ricordo del papà

Pubblicato il:

Mikaela Shiffrin si libera quasi di un peso, perché neppure per una campionessa come lei è facile vincere una medaglia, figuriamoci d’oro. La storia di Pechino lo racconta benissimo e le pressioni vissute in questi giorni a Milano-Cortina non sono certo state poche, soprattutto dopo quella manche “spenta” della team combined.

«Sapevo che dopo questa prova ci sarebbero state alcune storie che sarebbero state davvero frustranti da vedere: è una prospettiva diversa quando guardi e non comprendi appieno tutte le esigenze che comporta – dice – Questi momenti non si possono necessariamente evitare, quindi ho semplicemente ignorato ciò che dicevano gli altri. Non ho guardato i social media». 

Si è chiusa nella sua sfera privata, protetta dalle persona di sua fiducia e dalla sua famiglia. Ed è grazie a loro che è andata a prendersi un nuovo titolo olimpico (in slalom) dodici anni dopo Sochi. «Conosco il mio livello in slalom – aggiunge – Quando è buono, so cosa è possibile fare, ma a volte la cosa più difficile è sciare al meglio. Sono venuta qui per sciare e fare curve dalla partenza all’arrivo.

Eppure anche per una campionessa del suo calibro, che ha vinto tutto a ripetizione, diventa difficile gestire determinati momenti. Non si nasconde a dirlo. «Non è sempre facile, a volte sembra impossibile. Oggi (ieri, ndr) si trattava di eliminare il rumore e di essere semplicemente me stessa». 

Mikaela Shiffrin ©Agence Zoom

Ci è riuscita solo attraverso il percorso portato avanti insieme al suo più stretto entourage. «Grazie all’aiuto della mia squadra ho lavorato tanto, tanto, tanto solo per poter partecipare a due manche di 47 secondi e fare qualcosa che dentro di me so fare. Questo grazie ad allenamenti sulla neve e mentali, grazie alla mia famiglia, a mamma e al mio psicologo». 

E poi le emozioni, il ricordo del padre che non c’è più, un pezzo di vita che se ne è andato prematuramente. «Tutto ciò che fai nella vita dopo aver perso una persona cara è come una nuova esperienza. È come rinascere, e ho ancora tanti momenti in cui resisto a questo. Non voglio vivere senza mio padre. Nello slalom ho avuto alcuni attimi in cui potevo immaginare di sciare, tagliare il traguardo e vivere questo momento per me stessa ed entrare in contatto con le persone che non possono essere qui». 

Una vittoria per la famiglia che è a casa e per «mio padre che non ha potuto vedere questo momento. Questo era un momento che avevo sognato e di cui avevo molta paura». E invece in mezzo alle critiche e ai messaggi e a quei cattivi pensieri di sbagliare, è andata a prendersi il titolo olimpico dello slalom. «Con il rischio di non arrivare al traguardo e di essere criticata – conclude – Non è la cosa più facile da fare, ma alla fine siamo riusciti a farla». E Mikaela Shiffrin è campionessa olimpica.

Ultime notizie

Lo sci club Bardonecchia ha un nuovo presidente: De Zen cede il testimone a Di Pascale

Lo sci club Bardonecchia ha un nuovo presidente. L’assemblea svoltasi nei giorni scorsi ha...

Azzurre di Coppa Europa in Argentina. Pomarè e D’Antonio continuano a preparare il ritorno sulla neve

Sono partite per l’Argentina, destinazione le piste di Ushuaia, anche le due squadre femminili...

Il Limana cresce e si mette in mostra. Stagione da incorniciare per Michelle Dal Farra

Lo sci club Limana è reduce da una convincente stagione, frutto della grande passione...

Biglietti in vendita per le gare di Saslong Classic

Si scivola lentamente verso la nuova stagione agonistica: c’è voglia di neve, di confronti...

Altro dal mondo neve

Esercito in festa per una stagione da incorniciare. Al castello Cantore di Aosta sfilata di coppe e medaglie

Nell’Italia Team dei record di Milano Cortina 2026, c’è anche la firma del Centro...

Fondazione Bormio ringrazia il personale per le Olimpiadi. Da Zanche: «C’è senso di appartenenza»

A Valdisotto l’evento di Fondazione Bormio con lo staff, che sulla pista Stelvio e...

Fondazione Bormio e il successo dei Giochi olimpici

Ha ragione Beppe Bonseri, consigliere di Fondazione Bormio e da una vita negli sport...