La seconda vita di Francesco Gori

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Cambia vita Francesco Gori. Dopo l’esclusione dal giro azzurro ha cercato un’altra opportunità, ha trovato un’altra strada. Il ’97 milanese dal sangue pisano, negli ultimi anni   trapiantato a Bormio per necessità, si è trasferito in un college statunitense. L’avventura è iniziata a gennaio e oggi Gori è davvero soddisfatto di questa scelta. «Devo dire la verità, non l’ho presa bene l’esclusione dalla squadra azzurra e il conseguente inserimento fra gli atleti di interesse nazionale. Dopo poco mi sono guardato intorno, ho valutato di sciare e studiare negli Stati Uniti. Alla fine l’avventura che sto vivendo si è rivelata una opportunità fantastica. Studio finanza in una università di alto livello, allo stesso tempo continuo ad allenarmi e gareggiare con efficacia. Ho vinto una borsa di studio integrale, al Westminster College di Salt Lake City mi rimborsano praticamente tutto. La passata stagione ho vinto il titolo di slalom della regular season nella conference dell’Ovest. Il circuito Fis universitario è molto importante qua». Un metodo diverso, un approccio differente. La città dello Utah è vicino ad almeno sei località sciistiche, così allenarsi in condizioni ottimali è all’ordine del giorno. Aspettando la neve nello Utah, a fine ottobre Gori raggiungerò con il team universitario il Colarado: a Copper Mountain un periodo di allenamento con il gruppo formato da sei ragazzi e sette ragazze con tre allenatori. E lo studio? Per il periodo di Copper, come anche quando solitamente sono in giro a gareggiare, le lezioni sono on line e sono in contatto quotidianamente anche al telefono con il corpo docente.

Gori con il team

Westminsier è un’università, che nel segno dei college nordamericani, mette lo studente-atleta in condizione di fare entrambe le cose e farle soprattutto bene. «Nella struttura abbiamo quattro fisioterapisti e un preparatore atletico, tutti i servizi insomma per continuare a fare l’atleta con professionalità». Una strada percosa da atleti che oggi sono in Coppa del Mondo convocati dalle proprie nazionali e si sono messi in mostra: il norvegese Leif Kristian Haugen e lo svizzero Tanguy Nef alcuni degli esempi più lampanti. «Il livello della squadra del college  è buono, uno dei miei compagni, il norvegese Mikkel Solbakkenha, ha 23 punti in gigante. Franz si cimenta nelle Fis e adesso anche nelle gare del circuito Nor-Am che invece causa pandemia lo scorso inverno non sono state organizzate. «A metà novembre si parte con le gare Nor-Am. poi a dicembre sarò impegnato nelle Universiadi di St.Moritz». Ma dove vuole arrivare Francesco Gori? Cosa frulla nella sua testa? Quali obiettivi per il futuro? «Dipende da quanto vado forte sugli sci e dalle opportunità che si apriranno. L’anno prossimo lo deciderò…Intanto adesso sotto con le gare e con l’università».

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