E’ autunno anche a Roma, la pioggia cade debole e la temperatura resta mite. Non finisce mai di saziarti la maestosità della Capitale, figlia di uno splendore unico. E quando ti muovi fra arte e storia, nel traffico metropolitano, ti viene in mente tutto, tranne lo sci, quello agonistico. In zona Montagnola è situata la sede dello sci club Livata; ci aspetta Giovanni Truddaiu, uomo importante per l’organizzazione delle gare. Entriamo e attraversiamo file di sci in perfetto ordine, anche d’antan, altri ancora impacchettati. E poi bandiere, coppe e targhe. Una breve visita, prima di passeggiare nei dintorni del Colosseo con i dirigenti del Livata che snocciolano il solido legame con il territorio. Franco Malci, endocrinologo di professione, arriva dall’ospedale di Subiaco: oggi è presidente, ma è anche stato tra i fondatori di questa realtà, nata ventidue anni fa. Agli inizi non si chiamò subito Livata, la denominazione fu quella di Sporting Club Monna dell’Orsa, diretto da Angelo Callaringi. «Siamo nati per i romani appassionati di agonismo – racconta Franco Malci, vent’anni alla guida della società capitolina -. Due stagioni e poi abbiamo scelto di chiamarci Livata, iniziando un percorso essenzialmente nuovo per la nostra area». La stazione del Monte Livata, unica della provincia di Roma, puntava soprattutto allo sci nordico.

SVOLTA NELLO SCI ALPINO
«Insieme a Spartaco Mecci e Cristiano Orlandi, storici allenatori, abbiamo intrapreso la strada dello sci alpino, organizzando allenamenti e accompagnando i tesserati alle gare. Presto siamo diventati un riferimento per il territorio, abbiamo creato una nuova cultura e avvicinato allo sci tanti ragazzi». Il club è cresciuto in fretta e ha incrementato anche le proprie ambizioni. Un grande aiuto è arrivato nel 2001, quando è stato inserito Andrea Truddaiu, prima come tecnico, poi come direttore agonistico. «Questo ingresso ci ha permesso di accelerare – prosegue il presidente -, i nostri obiettivi sono cambiati e la programmazione è stata ben definita». La società ha scelto di fare base invernale a Campo Felice, anche se al Monte Livata è presente una pista omologata per lo slalom. Dista poco più di un’ora dalla capitale ed è in costante espansione. Non va poi dimenticato Solda, il secondo centro quando in Abruzzo non c’è neve. Il Livata è cresciuto in modo significativo, grazie ai suoi atleti che si affacciano sempre di più ai vertici delle classifiche: da sei anni è nelle migliori cinquanta società in Italia e la prima del Centro-Sud. Settanta agonisti che ci mettono anima e cuore per arrivare in alto e per competere con chi ha le piste a portata di mano e vive sulle Alpi.
Di avviamento e corsi inferiori non se ne parla nemmeno, perché la società romana vuole alzare l’asticella e puntare all’alto livello in ogni settore. Gare e allenamenti lasciano però spazio anche all’organizzazione di eventi nazionali, come le molteplici edizioni dei Campionati Italiani che si sono svolte nel recente passato.
Il grande sogno è però un altro ed è rappresentato dalla Coppa del Mondo al Circo Massimo. «Abbiamo chiesto un parallelo, Roma è un bacino di praticanti e appassionati di sci che non è ancora stato valorizzato appieno – aggiunge Malci -. Inoltre abbiamo richiesto la Coppa Europa a Campo Felice». In attesa di qualcosa di veramente immenso, il Livata continua a essere il riferimento per le prime gare di stagione con le FIS di Solda, quest’anno valide anche per il Gran Premio Italia, circuito che farà tappa anche in Abruzzo.

ATLETI TOP
Guardi le classifiche e spuntano nomi ‘by Livata’. Podi e successi al Trofeo Pinocchio, all’ex Topolino Sci, al Criterium Interappenninico e poi ancora ai Campionati Italiani e nelle altre rassegne internazionali. Tanti gli atleti transitati dal Livata, tra questi Giorgia Tari, Margherita Lallini, Valeria Morvillo, Chiara Verlini, Fabiana Malci, Filippo Caramanica, Andrea Spinelli, Alessandro Federici, Edoardo Lallini, Gianmarco Cera, Angelica Poli, Gabriele Federici, Gianmaria Illariuzzi e Matteo Boccacci. Stefano Faccia, Valeria Morvillo e Margherita Lallini sono anche inseriti nel gruppo Osservati Centro-Sud, mentre Elena Sandulli fa parte degli Osservati FISI. Una menzione anche per Riccardo Allegrini, in gara con i colori della Sportiva Lazio, allenato dal team Livata e quest’anno passato con il gruppo sportivo Carabinieri.


DIOTALLEVI E ORLANDI, SPECIAL GUEST
Giovanni Diotallevi, vice presidente vicario, in questi anni si è speso per promuovere il club, mentre Giampiero Orlandi, allenatore dei Pulcini, è stato l’uomo che ha scoperto Riccardo Allegrini. «L’ho accompagnato nelle sue prime avventure – racconta -, voleva dedicarsi al nordico, poi lo abbiamo convinto: nel 2007 siamo andati all’Uovo d’oro e ha vinto».

Andrea Truddaiu: “LA COPPA AL CIRCO MASSIMO
IL GRANDE SOGNO”

Coordinatore Giovani del Centro-Sud Italia, una nuova figura, com’è nata?
«È stato il presidente Flavio Roda a volerla, in accordo con i Comitati regionali. Un progetto innovativo e trasversale, nato per poter valorizzare le eccellenze che sciano lontano dalle Alpi».

Come organizzi questa attività?
«Questo lavoro è un supplemento all’attività che i club portano avanti regolarmente, di conseguenza organizziamo alcuni stage di allenamento. Il gruppo è formato da nove atleti ed è stato selezionato dai tecnici della FISI».

Come mai non ci sono atleti toscani ed emiliani?
«Perché all’interno dei loro Comitati ci sono squadre già ben strutturate».

Roma ha già espresso un talento che tu conosci bene, Giordano Ronci. Riuscirà a lasciare il segno anche in Coppa del Mondo?
«Giordano è in una fase delicata di maturazione tecnica. Credo proprio di sì, ha talento. Servirà ancora un piccolo passo avanti, poi ci siamo».

Hai accompagnato per tanti anni Riccardo Allegrini, qual è il vostro rapporto oggi?
«L’ho visto crescere: è stato un rapporto professionale, ma anche umano. Ci lega una bella amicizia e quando riesco, facciamo ancora qualche allenamento insieme».

La Coppa del Mondo a Roma rimane un sogno o sarà realtà?
«È un sogno che inseguiamo da tempo. La FIS ci sostiene, è consapevole che un parallelo al Circo Massimo sarebbe spettacolare. Dobbiamo lavorarci e trovare le giuste sinergie, dobbiamo riuscire in questa impresa».

Articolo tratto da Race ski magazine 147 di dicembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

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