Piange Franzoni: «Non ci credo…E Matteo mi ha spinto dal paradiso». Galli: «Classe e umiltà»

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Piange Giovanni. Piange mamma Irene che lo abbraccia. Piangono i tifosi, gli appassionati. Piangerà l’Italia tutta dello sport quando se ne renderà conto. Si commuove il team, i suoi allenatori. Max Carca è fra quelli che ci ha sempre creduto. E fa sorridere, anzi ridere, quando qualcuno sosteneva che Giovanni ricevesse troppe attenzioni. Vero, era sbagliato. Sono sempre poche le attenzioni per questo… si, chiamiamolo adesso fuoriclasse, che doma la libera dell’Hahnenkamm-Rennen a 24 anni. Evviva i campioni, evviva i miti. Le lacrime di Giovanni sul podio. «Non ci credo…pazzesco, follia…». Incredulità. Prima di tutto. Ma cosa ha fatto Gio sulla Streif? Potenza e classe su quella traversa finale, una furia che volava verso la gloria.

Giovanni Franzoni piange anche ai microfoni. Felicità, e pensieri che si accavallano. Non lo imbocca nessuno, lo vuole dire lui: «Matteo (Franzoso n.d.r.) mi ha spinto dal paradiso, questa cosa rende ancora più incredibile il trionfo in un posto mitologico come Kitz. Ho sempre sognato la Streif, pazzesco. Oggi c’erano i miei genitori che hanno lavorato tanto per permettermi di realizzare questo sogno, c’erano i miei amici a fare il tifo in questo scenario perfetto». Giovanni è come papà Osvaldo: conta primeggiare, il resto serve poco o a nulla.
Lorenzo Galli, l’allenatore responsabile del team di velocità, esulta: «Franzoni ha classe, è fortissimo, talentuoso. Ma è anche un ragazzo educato, umile. Quello che piace a me…».

Galli parla del team: «Gli allenatori devono avere un buon cavallo chiaramente. Ma sono utili per farlo andare al massimo delle proprie possibilità. Io ringrazio Giovanni e gli altri ragazzi che che stanno andando fortissimo, che si tirano a vicenda. Ma ringazio anche lo staff: oltre al dt Max Carca, anche Patrick Staudacher, Alberto Ghidoni, Henri Battliani, Adam Peraudo, Christian Corradino, Davide Verga, gli skiman, i dottori. In questi anni siamo cresciuti, questa stagione è davvero fantastica con queste vittorie e podi a ripetizione».

Peccato solo per il podio mancato di Florian Schieder. Chiude Galli: «Si davvero, si meritava il terzo podio sulla Streif. Florian è un vero discesista, solido, regolare. Ma bravi tutti gli altri e fra questi cito un Benjamin Alliod in crescita costante». Tutti bravi, non è demagogia. Con leggenda Parsi e Giovanni Franzoni, una compagine formidabile, che quest’anno ha riscoperto anche nonno Inner in top ten a quarantuno anni suonati.

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