Ci sono realtà che hanno dovuto ‘lottare’ più delle altre. Stazioni di sci che hanno iniziato la stagione a gennaio e che a marzo hanno già dovuto alzare bandiera bianca per colpa dello stop legato al Covid-19. Come è successo a Corno alla Scale. «Siamo riusciti solo a fare un po’ di slalom – spiega Jari Lenzi, direttore tecnico del Tutto Bianco – sulle piste di casa solo ad inizio anno, per fare due curve in gigante siamo dovuti andare al Cimone. Poi un po’ di neve in più è arrivata, ma la stagione è stata chiusa e non siamo riusciti a fare tutto il programma che avevano in testa. E anche le gare sono saltate».
Neve che poi è scesa ancora di più quando tutti erano a casa. Occasione anche per immaginare quale sarà il futuro. «Non sarà facile, per realtà piccole come le nostre. Adesso c’è un po’ di sconforto, ma vogliamo rimetterci in piedi. La difficoltà c’erano anche prima, da noi si patiscono di più buchi nelle annate, ma con la situazione attuale queste problematiche diventano più accentuate. Vedremo nei prossimi mesi come muoverci: credo che una soluzione possibile sia quella di una maggiore collaborazione con la stazione sciistica e con altre realtà sportive del territorio per creare la basi per poter di nuovo avvicinare i più giovani allo sci, con formule mirate dopo quello che sta accadendo».

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