Italdonne: uno slalom tra recupero delle infortunate, aumento dei contingenti, crescita umile e determinata

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Alti e bassi, più bassi che alti. I risultati passati della squadra femminile di slalom sono sotto gli occhi di tutti ed è inutile ritornare su discorsi vecchi, fatti e rifatti più volte. L’addio alle gare di Chiara Costazza e Irene Curtoni hanno lasciato un buco, diventato poi voragine prima per una sfilza di infortuni che hanno fermato chi aveva intrapreso un cammino di crescita e poi per una battuta d’arresto durante lo scorso inverno. Capitolo chiuso, in estate si è ripartiti con un gruppo di ragazze giovani, con uno staff nuovo e obiettivi a lungo termine. Vista l’età media è difficile, se non impossibile, parlare di veterane. C’è chi ha già maturato una certa esperienza (e qualche bel risultato) in Coppa, chi ancora ha collezionato una manciata di pettorali. Il concetto di tutto e subito deve essere messo un po’ da parte, anche perché in primis c’è una mission comune ed è quella di aumentare immediatamente il contingente.

Celina Haller ©Gabriele Facciotti

Ora l’Italdonne può schierare solo quattro atlete in slalom: la lista delle quote parla di tre atlete nelle prime 60 della WCSL (Martina Peterlini, Federica Brignone, Anita Gulli) oltre alla quota fissa di uno. Totale quattro. Dunque una delle priorità sarà questa, ma per aumentare quel numero serviranno comunque belle prestazioni da parte di Lara Della Mea, Marta Rossetti, Anita Gulli e Vera Tschurtschenthaler, le quattro selezionate per gli slalom di Levi.

Vera Tschurtschenthaler ©Gabriele Facciotti

Lo spiega anche Roberto Lorenzi, nuovo responsabile delle slalomiste, dopo un ultimo periodo trascorso con il gigante uomini: «Il quartetto scelto è frutto delle valutazioni effettuate sulla scorsa stagione e in base agli allenamenti estivi – racconta – L’obiettivo è di presentarci con la migliore squadra possibile, per fare ranking e tornare a guadagnare qualche posto nella specialità». 

Roberto Lorenzi in Val Senales ©Gabriele Facciotti

La squadra ha lavorato bene, ma va considerato un altro punto: lo stato di salute di alcune ragazze. Martina Peterlini è di nuovo ferma, Serena Viviani è reduce dall’ennesimo recupero, poi nel passato recente si sono fermate anche Marta Rossetti e Lara Della Mea. «Sarà importante recuperare ragazze come Della Mea e Rossetti che prima dei rispettivi infortuni avevano dimostrato di avere le qualità di gareggiare a un certo livello – aggiunge Lorenzi – pensiamo soprattutto a trovare costanza nella tecnica, non essere soltanto veloci, ma anche affidabili e solidi».

Lara Della Mea ©Gabriele Facciotti

Abbiamo parlato di Peterlini, che non sarà a Levi. L’azzurra infatti non ha ancora risolto i problemi con il ginocchio infortunato nel dicembre dello scorso anno ed è tornata sotto ai ferri per una pulizia alla cartilagine. «Martina ha cominciato la fisioterapia dopo l’intervento di pulizia alla cartilagine del ginocchio sinistro di tre settimane fa – spiega Lorenzi -, adesso deve pensare a recuperare fisicamente e lavoriamo affinché rientri nel mese di dicembre, senza accelerare i tempi, perché la cosa fondamentale è che recuperi la piena efficienza fisica».

Sui social è intervenuta nei giorni scorsi anche la stessa Martina: «Purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo, per quanto ci possiamo impegnare, alcune cose non si possono controllare – scrive – Ho lavorato tantissimo per essere al cancelletto di partenza delle prime gare, ma il mio ginocchio non è ancora al cento per cento, serve ancora un po’ di pazienza». E poi: «Un grosso in bocca al lupo alle mie compagne». 

Marta Rossetti ©Agence Zoom

Ce n’è bisogno, la scalata riparte da Levi per alcune, per altre invece riprenderà dalla Coppa Europa. Perché questo gruppo – com’è noto fin dalla nascita in primavera – salterà da un circuito all’altro, in base alle esigenze e alle opportunità che si presenteranno di volta in volta. Prima la risalita, poi focus di nuovo solo sul massimo circuito mondiale. «Dobbiamo crescere passo dopo passo, con umiltà ma allo stesso tempo determinazione, pensiamo a superare il taglio e farlo in maniera costante. A prescindere dal risultato di una gara, siamo consci di intraprendere un percorso che non è breve e occorrerà del tempo per tornare competitivi».

Serena Viviani ©Gabriele Facciotti

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