Henri Battilani @LaMontBlanc @Followyourpassion

Raphael Buchan, Giovanni Chiolini, Jean Claude Daudry, Massimo Donelli, Emanuele Rodolfo, Matilde Pettiti, Matteo Casiraghi e l’ex atleta della Nazionale italiana Henri Battilani, che dopo l’infortunio di febbraio ha deciso di abbandonare l’attività agonistica, sono gli otto neo maestri di sci che hanno ricevuto l’abilitazione in Valle d’Aosta. È stata una stagione estiva diversa e particolare per il Collegio regionale che ha dovuto riprogrammare una serie di attività che si sarebbero dovute svolgere in primavera. Il primo blocco di esami finali (biennio di formazione 2019/2020) sono stati spostati a luglio, oggi si è chiuso anche il secondo blocco, dopo il periodo di recupero organizzato per conferire il titolo ad alcuni giovani professionisti che altrimenti avrebbero dovuto saltare una stagione lavorativa intera. «Nonostante la pandemia siamo riusciti a concludere questo corso di formazione – spiega Beppe Cuc, presidente dell’Avms – cercando di andare incontro anche alle esigenze di quei ragazzi che erano arrivati a un passo dall’esame finale e che per alcune assenze non erano riusciti ad acquisire la qualifica a luglio».

Beppe Cuc e Silvio Guedoz

Gli sforzi dell’Avms si aggiungono a quelli messi in atto dagli istruttori nazionali valdostani che stanno adottando un nuovo metodo che si ispira all’università. È una novità in Italia ed è nata dall’idea di Silvio Guedoz, direttore tecnico dello sci alpino di Avms. Ognuno dei tredici moduli tecnici è incentrato su un tema ben preciso e al termine di ogni sessione è previsto un esame, il cui punteggio entra nel curriculum dell’aspirante maestro. Per accedere alle prove conclusive i futuri professionisti devono aver raggiunto la sufficienza in ogni tappa del percorso; l’esame finale – formato da 1 prova pratica a scelta del candidato, 1 esercizio assegnato dalla commissione, 1 tema in cui si valuta la tecnica, e 1 correzione al video – serve solo per migliorare il voto complessivo. Inoltre per la prima volta è stato organizzato un corso di BLSD che abilita i futuri professionisti a operare in caso di emergenza sulle piste e nella vita di tutti i giorni. «Ho proposto un rinnovamento del sistema che funziona e che piace ai ragazzi – spiega Silvio Guedoz, direttore tecnico dello sci alpino -. In questo modo evitiamo cali di tensione durante i 90 giorni e responsabilizziamo i giovani, perché in caso di insufficienza dovranno continuare a lavorare anche in autonomia per ripresentarsi agli esami di recupero».