Razzoli ©Agence Zoom

La seconda rinascita di Giuliano Razzoli parte da Wengen e si concretizza a Kitzbuhel, nel mezzo il cambio di materiali, da Volkl a Fischer; da un giorno all’altro senza troppi proclami e senza tanta pubblicità. Razzo si presenta alla ricognizione come se niente fosse con ai piedi un nuovo sci, come se fosse tutto nella norma.

Ma nella norma non è stata la sua prestazione, i benefici del cambio si vedono subito, già dalle prime porte, Giuliano pare molto più sicuro, più in equilibrio e soprattutto a fine curva lo vediamo fare tanta velocità, quella che gli mancava da tempo. Molto più rapido a sganciare la lamina dalla curva precedente con lo sci che non risale, ma che va diretto nella massima pendenza e verso la curva successiva.

Veramente ottima la sciate di Razzoli che se non fosse per qualche errore sul dosso finale, non interpretato al meglio sia nelle prima che nella seconda manche, poteva tranquillamente salire sul podio a Kitz.

Solitamente ogni atleta ci mette un po’ di tempo a trovare la fiducia e il giusto set-up quando cambia il materiale, ma quello che ci ha stupito di più è proprio la velocità di adattamento di Razzo allo sci Fischer, che gia aveva usate qualche stagione passata; sicuramente ho bisogno ancora di trovare il feeling perfetto, pero un bel passo avanti lo ho gia fatto, ed è li a lottare con i migliori. Non sarebbe una sorpresa rivederlo sul podio prima della fine della stagione. Forza Razzo non si molla niente