Hirscher irraggiungibile. De Aliprandini unico nostro da podio

Pubblicato il:

Anche quest’anno, come succede ormai da sempre, gli specialisti del gigante hanno trovato una Gran Risa preparata a regola d’arte dagli esperti organizzatori badioti. Infatti, la pista ha retto egregiamente ai passaggi di tutti gli atleti e ne è dimostrazione la qualifica per la seconda manche con il pettorale 72 di Luca Aerni e il super miglior tempo dell’ extraterrestre Hirscher, ultimo ma solo in partenza, nella frazione decisiva. Come detto, il terreno perfettamente barrato ha consentito agli atleti di esprimersi. I ragazzi hanno avuto la possibilità di sfruttare al meglio le nuove sciancrature ridando, a mio avviso, un pò più di spettacolarità a questa disciplina. Entrambi i tracciatori hanno disegnato percorsi finalmente più veloci rispetto ai giganti precedenti, questo particolare, molto apprezzato dal sottoscritto, ha messo in difficoltà numerosi concorrenti, forse non più abituati a gestire e dosare linee dirette e curve prima del palo. Chi non è riuscito ad interpretare in questa maniera la gara, facendo linee più conservative e creando attriti nella seconda parte di curva, ha accumulato inevitabilmente centesimi di secondo di ritardo ad ogni porta.

Marcel Hirscher pronto ad attaccare la Gran Risa @Gabriele Pezzaglia

HIRSCHER IRRAGGIUNGIBILE, KRANJEC EFFICACE – Non ho più parole, e ne sono già state scritte ovunque, per definire Marcel Hirscher che, in solo mezza seconda manche, ha dimostrato a tutti, per l’ennesima volta, quanto irraggiungibile sia il suo livello. Sempre più extraterreste dal cancelletto al traguardo, sempre più umano in tutti gli altri aspetti della sua vita: rispettoso, educato e disponibile. Bellissima, ed estremamente efficace, la sciata dello sloveno Zan Kranjec che coglie il suo primo podio in carriera puntando su pulizia delle linea e semplicità del gesto: visivamente sembrava che non facesse fatica! Grande costanza quella dello sloveno che ha piccoli e costanti passi si è fatto largo tra i grandi della disciplina.

Luca De Aliprandini in Badia ©Agence Zoom

ITALIA SOLO DE ALIPRANDINI, I FRANCESI FANNO FATICA – Per quel che riguarda gli italiani, l’unico che poteva realisticamente ambire al podio è il trentino Luca De Aliprandini: la sua sciata molto diretta risulta efficace grazie ad una forte entrata curva sopra al palo. Certo, sta facendo troppi errori, ma la strada sicuramente è quella giusta. Momento complicato per i big francesi. Certo, in questi ultimi anni ci avevano abituati anche troppo bene, ma oggi va così. Alexis Pinturault e i suoi colleghi mi sono sembrati stanchi e va da se, che se non si è al 100 per 100, l’espressione tecnica viene a mancare: meno attivi del solito in entrata curva e con velocità più elevate la loro azione risultava fuori tempo e quindi controproducente. Un grande in bocca al lupo va a Stefan Luitz, partito alla grande nelle prime due gare e infortunatosi nei primissimi secondi di gara. Che dire? Questo è lo sport, una montagna russa di emozioni che ti fa passare dalla gioia allo sconforto in pochi attimi, e viceversa; insegnamenti che gli sportivi provano quotidianamente e fanno dello sport una scuola di vita che cresce persone con forti valori e qualità umane uniche.

Il podio del gigante parallelo ©Agence Zoom

PARALLELO – Infine due parole sul parallelo serale del lunedì: è stato divertente e coinvolgente, la tracciatura abbastanza spettacolare, i distacchi minimi. Parecchie manche, infatti, si sono decise con gap inferiori ad un decimo di secondo, comprese le due finali principali, e i vincitori mai scontati. Il miglior tempo lo ha fatto segnare Hirscher, tanto per cambiare, nella small final 19.05. Questa volta a sorridere è stato Matts Olsson, costante in tutte le manche e capace, con una partenza perfetta in semifinale, di beffare proprio il campionissimo austriaco. Questo è il parallelo, è lo scontro diretto, è l’essere più veloce di un avversario alla volta e non il più veloce in assoluto. E’ chiaro che non ha senso sommare i punti conquistati in questa gara alla classifica di gigante, ma adesso queste sono le regole e si rispettano. Nel futuro prossimo della FIS c’è la volontà di aumentare il numero di questi eventi e dedicare una Coppetta a questa specialità: la scelta è giusta e sono proprio curioso di vederne l’evoluzione in ogni suo aspetto, ossia tecnico, fisico, dei materiali e via dicendo.

Ultime notizie

The Series 2026 di Energiapura decolla da Cortina d’Ampezzo

La Regina delle Dolomiti lancia la Regina delle spiagge. Da Cortina d’Ampezzo a Jesolo,...

Tornano le giornate studente-atleta dello Ski College Falcade

Anche quest’anno lo Ski College Veneto di Falcade, propone in collaborazione con l’istituto Follador...

Si dimette Mauro Pini per il fallimento olimpico

«Mi assumo la responsabilità per i deludenti risultati ottenuti dagli atleti italiani nelle discipline...

Lady Shiffrin: slalom tra paure, pressioni e difficoltà. L’oro e il ricordo del papà

Mikaela Shiffrin si libera quasi di un peso, perché neppure per una campionessa come...

Altro dal mondo neve

In Val di Fassa il recupero della discesa cancellata a Crans-Montana

La Val di Fassa cala il tris. La pista La VolatA di Passo San...

Scopriamo anche Alliod: che team i velocisti di Galli. Mercoledì la prima prova a Bormio

La Stelvio non ci fa paura. Anzi. Vittorie, podi, innumerevoli top ten: l’Italia della...

Crans Montana, trionfa Von Allmen davanti a Paris. Ed è grand’Italia!

Esattamente un anno e dieci giorni dopo, Franjo Von Allmen, 24enne svizzero del Canton...