Sabo protagonista anche sulle nevi della Stiria

Un recupero stratosferico, sensazionale, leggendario. Dall’ottavo posto al secondo, per il sesto podio in Coppa del Mondo, il terzo della stagione, il secondo ‘secondo’ qui a Schladming. Ha domato il Chuonisbargli, podio sulla Maennlichen-Jungfrau e ancora piazza d’onore sulla Planai.

FULMINEO – Del resto il pendio della Stiria gli si addice. Eccome. Nella seconda è stato un maestro: una velocità impressionante con quei piedi, una destrezza felina sorretta da una centralità perfetta. Solido e rapido. Essenziale, fulmineo: in una parola, anzi due: Stefano Gross. Ottavo quando si tuffa nel budello bianco della Planai. E ogni manciata di minuti avanza: settimo, sesto, quinto, quarto, terzo e secondo. Recupero da antologia.

FACCE DA GROSS – Gross che sbuffa, esulta, ride, gode, suda. Gross che guarda il tabellone, che alza gli occhi al cielo. Gross che stringe gli sci preparati come al solito dal fedele Beppe Bianchini e Gross che urla Vamosss. Lo ripete, lo sottolinea, lo sbraita.

LE DICHIARAZIONI AI PIEDI DELLA PLANAI – Il fassano di Pozza ama la Planai: «La ‘Night Race’ è la gara più bella. Pista e pubblico. Emozione unica», lo ha sempre ripetuto, anche dopo Adelboden e Wengen, e ‘Sabo’ adesso afferma, «Il mio sogno è vincere Schaldming, ma ci riuscirò prima o poi. Intanto mi godo questo grande risultato, un recupero fantastico davvero. Nella prima frazione non avevo la giusta fluidità, nella seconda ho voluto attaccare, anche rischiare, non potevo e non dovevo accontentarmi». Il livello è impressionante, in slalom tutti i primi quindici, se non di più, possono concorrere per le prime piazze, per il podio. «Il livello è alto, appena commetti una piccola sbavatura, perdi terreno prezioso». Gross è felice, e continua: «Nella seconda mi sono detto che non avevo nulla da perdere. Il giusto atteggiamento è non aver paura e mollare sempre a tutta. Ci sono riuscito. Ora vado ai Mondiali convinto dei miei mezzi e delle mie potenzialità».

FUORICLASSE – Carattere da campione. Anzi, da fuoriclasse. Tecnicamente validissimo slalomista, quindi campione. Ora anche regolare e continuo, quindi fuoriclasse. Vamosssss!