La grande stagione di Lavinia Paci: dalle difficoltà iniziali alle tre medaglie ai Campionati Italiani Aspiranti

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Una delle atlete che più si è messa in mostra nella categoria Aspiranti, in questa stagione, è Lavinia Paci dell’Esercito. Classe 2008 di La Spezia, ma fin da bambina cresciuta sulle nevi di Madonna di Campiglio, Paci ha vinto la medaglia d’oro in discesa libera ai Campionati Italiani Aspiranti, ed è arrivata seconda sia in superG che in gigante.

In questa stagione, inoltre, Paci ha vinto diverse gare FIS NJR e debuttato in Coppa Europa. Oggi Paci ha circa 50 punti in tutte le specialità, tranne in gigante che ne ha ancora meno, circa 26. «L’importante è andare forte, poi i punti arrivano di conseguenza – ha detto a Race –. Per esempio a inizio anno non veniva nulla, poi qualcosa ha cominciato a girare ed è diventato tutto più semplice. Sono più solida, ma se ti devo dire la verità non ho cambiato granché tecnicamente».

Figlia di Guido Paci, allenatore di lungo corso a Madonna di Campiglio, Lavinia e la famiglia si sono trasferiti definitivamente in Trentino una decina d’anni fa. Anche i suoi fratelli sciano: Gianmarco (classe 2003) era in squadra nazionale un paio di anni fa, mentre il più piccolo, Luca, è del 2013. Lavinia, che alle superiori studia a Tione di Trento, ha anche una malcelata passione per il mare: «Mi piace più della montagna, in realtà» dice con una risata.

Lavinia Paci ai Campionati Italiani Aspiranti del 2026
Lavinia Paci portata in trionfo ai Campionati Italiani Aspiranti del 2026

La carriera di Paci è ancora agli inizi, ma fin dalle categorie inferiori si è fatta notare. Nel dicembre 2021, per esempio, vinse il gigante Ragazze al Top50. Tra le Allieve, poi, Paci ricorda che vinse «un paio di medaglie ai Campionati nazionali, anche da Ragazzi 2 un oro all’Abetone. Mi è sempre piaciuto il superG, però il gigante è la specialità che mi piace di più».

Paci è tesserata ma non arruolata con l’Esercito. «Mi sono sempre trovata bene con tutte le persone dell’Esercito, ho conosciuto gente nuova e sono molto contenta dell’esperienza. Vista la bella stagione e queste medaglie, spero di riuscire ad arruolarmi». All’Esercito la allenano Max Iezza e Martina Perruchon. «Fino a due anni fa, poi, non volevo mai andare a sciare con mio padre. Mai, mi annoiavo. Gli dicevo sempre di no».

Un giorno, finita la categoria Children, suo padre Guido la chiama e le chiede «se volevo che diventasse il mio allenatore. Ricordo che rimasi paralizzata per una decina di secondi. Gli dissi di sì, alla fine, ed è stata la scelta migliore che potessi fare. Avere un padre come allenatore è proprio un gioiello. A volte è difficile il rapporto padre-figlia, e cerchiamo di gestirci, però va abbastanza bene. Quando siamo a casa quasi non ci parliamo neanche (ride)».

Lavinia e Guido Paci
Lavinia e Guido Paci

La stagione 2025-2026, per sua stessa ammissione, non è cominciata benissimo. Racconta Lavinia Paci: «Non ero soddisfatta, era come se non riuscissi mai a concretizzare. Facevo bene in allenamento, e magari benino le prime manche, poi era come se in secondo manche mi spegnessi. Non riuscivo ad essere brillante come nella prima. Poi ho parlato un po’ col mental coach e mi ha aiutato: grazie ai suoi consigli, sono riuscita a stare più attiva anche nella seconda. Man mano che la stagione è andata avanti, sono riuscita a entrare in ritmo e a sciare davvero bene».

Due settimane prima degli Italiani Aspiranti, Paci ha preso parte a una gara FIS NJR a Moena. Il livello era parecchio alto: c’era la classe 2009 statunitense Katie Rowekamp, per esempio, di cui si parla un gran bene e che è andata fortissimo in Coppa Europa. «E sono riuscita a batterla – continua Paci –, per cui ho abbassato molto i punti. Agli Italiani Aspiranti, poi, non avevo molte aspettative. Sono partita molto tranquilla. Ho cominciato subito con l’oro in discesa, che non mi aspettavo affatto».

Lavinia Paci in gara
Lavinia Paci in gara

Era un tracciato piuttosto semplice, ammette Paci, ma la vittoria le ha dato fiducia per le gare successive. «In superG non ho sciato benissimo, ma ciò che conta ai Campionati italiani sono le medaglie. Ho saltato lo slalom perché ero stanca, invece ho fatto il gigante, e anche lì è andata bene. Ero più felice del gigante rispetto alla discesa e al superG. Viktoria Klotz, che ha vinto in gigante, fa anche Coppa Europa ed è molto forte, per cui arrivarle così vicino, a soli 12 centesimi, è stato importante per me».

Il passaggio dalla categoria Children agli Aspiranti si è fatto sentire, perché «il livello è molto più alto. Gareggi anche contro ragazze che hanno dieci anni in più. Per fortuna, però, sono riuscita a partire abbastanza forte al primo anno, e questo mi ha dato fiducia. Ma la categoria Giovani ti fa crescere molto di più, è completamente diversa. Tra i Children funziona tutto con le qualificazioni: e se cadi in una gara interprovinciale, magari non vai alle fasi nazionali, anche se potresti vincerle. Ogni gara FIS, invece, è un’opportunità nuova, e questo ti mette anche meno pressione».

Laura Pirovano con Guido e Lavinia Paci
Laura Pirovano con Guido e Lavinia Paci

A inizio stagione, Paci aveva un obiettivo: «quello di entrare in squadra. Speriamo di averlo centrato. Non so, non è ancora nulla di deciso» dice con tono speranzoso. Riguardo il futuro, però, è molto realista e coi piedi per terra. «Non mi pongo obiettivi a lungo termine. Anche perché è uno sport che richiede tanti sacrifici. Non la penso come Sofia Goggia, quando diceva di aver scelto questo sport e che la parola “sacrificio” per lei non esiste. Secondo me non è vero, perché devi rinunciare veramente a tante, tante cose. E a volte questo mi pesa. E comunque, continuiamo a spingere» dice convinta.

Una sorta di «idola e sorella maggiore» è l’atleta della nazionale Laura Pirovano. «Siamo molto legate – spiega Paci –. Mio padre l’ha allenata spesso quand’era piccola. D’estate andiamo a sciare insieme a Les Deux Alpes e andiamo molto d’accordo».

Lavinia Paci e Laura Pirovano
Lavinia Paci e Laura Pirovano

Poco dopo una delle sue recenti vittorie, Pirovano ha chiamato i Paci. Lo stesso giorno, Lavinia aveva vinto una gara a Moena: «Stiamo caricando troppo tuo padre, non va bene» ha detto Pirovano a Lavinia, scherzando. Di recente, inoltre, Lolli è andata a trovare la famiglia del suo vecchio allenatore, portando la coppetta con sé. «Mio padre ci ha dormito insieme, ma non me l’ha fatta toccare». Le ha detto, e nel raccontare il finale di questa storia Lavinia scoppia a ridere, che per il suo futuro «porta sfiga».

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