Giacomo Bisconti: ricerca è la parola d’ordine

Quarta stagione come direttore tecnico degli istruttori nazionali di sci alpino, come procede questa esperienza?
«Cerchiamo di portare innovazione in questo mondo, rilanciarlo, farlo confrontare con l’agonismo, apportando nuove formule e metodi sui criteri di valutazione interna. Di venderlo meglio insomma. Il presidente della FISI Flavio Roda e quello della COSCUMA Dante Berthod sono convinti di questi passaggi, così come gran parte del movimento. Ci sono comunque alcune resistenze».

Quindi dev’esserci dialogo tra la categoria che rappresenti e l’agonismo?
«Certamente, l’istruttore non è solo la figura professionale che forma il maestro di sci per insegnare al turista, ma deve anche aggiornare per dare la possibilità di insegnare, addestrare e magari avvicinare un bambino, anche principiante, all’agonismo. Un allenatore di sci prima di tutto è un maestro, non dimentichiamolo».
Gli istruttori sono fondamentali per la formazione agonistica?
«C’è un concetto di fondo importante, guardiamo la scuola per esempio: se un bambino impara le nozioni di base in modo corretto, riuscirà a primeggiare nel percorso scolastico successivo. Questo vale anche nello sport e nello sci. Per questo le linee tecniche della Federazione devono essere uniformate sempre di più tra tutte le categorie, noi dobbiamo portare avanti un’attività formativa aggiornata e qualificata. Certo, l’allenatore è sul campo di gara, l’istruttore è un formatore, ma l’indirizzo deve essere comune».

Una parola chiave del tuo nuovo corso?
«Ricerca: bisogna allargare le competenze dell’istruttore, perché quando dobbiamo dare nozioni tecniche dobbiamo farlo bene e in modo preciso.
Stiamo lavorando sul nostro profilo attraverso lezioni di psicologia, marketing ed economia curate da
Giuseppe Vercelli, Giovanni Gabrielli e Riccardo Romiti
per esempio. Per formare un maestro nel modo
migliore, è necessario investire risorse ed energie in ricerca e sviluppo. Stiamo perfezionando collaborazioni con l’Università di Torino, IULM e con la Bocconi. E poi non dimentichiamoci del confronto serrato che abbiamo con i colleghi delle altre Nazioni alpine».

Aggiornamento e riconferma, tante novità?
«Abbiamo apportato modifiche sull’età, circolava l’ipotesi di mettere un tetto a 55 anni, poi abbiamo stabilito i 58. Fino a 52 la riconferma triennale è obbligatoria, poi si può passare a istruttore con ruolo solo accademico. Questo significa che può svolgere attività di aggiornamenti ai maestri, ma non può più dimostrare».

Quest’anno qualche nome è rimasto fuori. Quali sono i numeri aggiornati?
«Siamo 165, in quindici non hanno passato la riconferma. Inoltre una decina non si sono presentati e quindi rimangono ‘congelati’ per il prossimo triennio. Ritengo giusto alzare l’asticella, pretendere che la figura dell’istruttore sia tecnicamente aggiornata, che il gesto dimostrativo sia valutato e giudicato, introducendo anche una sana competizione che stabilisce una graduatoria interna».

Anche al Master ci sono novità?
«Sì, il candidato che passa il gigante di sbarramento viene osservato con maggiore attenzione dalla
commissione per poi effettuare una valutazione corretta. Inoltre abbiamo aumentato le giornate di lavoro tra la prova a tempo e gli archi, per studiare meglio i ragazzi. Anche i moduli cambiano: da quattro siamo passati a cinque e da dieci a venti giorni di tirocinio. La grande novità riguarda il voto palese, un modo di agire trasparente che spazza via ogni polemica: questo è importante».

Perché il Master è sempre molto atteso e sentito?
«Per molti ex atleti è il momento finale dell’aspetto agonistico. Quel gigante e quella selezione con gli archi, finalizzano il loro percorso. Si sentono ancora in gara, rivivono quelle sensazioni, anche se il fine è un altro. L’adrenalina, la carica e l’entusiasmo sono identici».

Il prossimo anno ci saranno le elezioni FISI.
Sostieni qualcuno?
«Flavio Roda naturalmente, c’è un rapporto costruttivo e confronto, a volte anche duro, ma sempre su contenuti validi».

Articolo tratto da Race ski magazine 147 di dicembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

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