Garmisch, 65esima meraviglia di Lindsey Vonn

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Maze seconda, terza Fenninger. Brignone sesta, sette italiane a Meribel

Fenninger, Maze, Vonn: cambiate pure l’ordine di queste fuoriclasse sul podio, ma il risultato non muta, nel senso che sono loro, e nettamente, dai Mondiali di Vail 2015, le migliori al mondo in superG. Sempre tra le prime tre, assieme. Questa volta, però, ha vinto l’americana e Tina si è ripresa i 20 punti lasciati ieri alla salisburghese, con la quale lotterà fino al gigante di Meribel, domenica 22 marzo, per la classifica generale di Coppa del Mondo. Uno spettacolo unico che lo sci maschile non può offrire, al momento. L’Italia risponde presente: certo, per ora mancano podi e vittorie in superG, ma la squadra di Alberto Ghezze qualifica bene sette atlete in questa specialità alle Finali di Meribel, ovvero Nadia ed Elena Fanchini, Elena Curtoni, Francesca Marsaglia, la straordinaria Federica Brignone di oggi (sesta, al miglior risultato della vita nella disciplina), Verena Stuffer e anche Daniela Merighetti, che ovviamente poi non gareggerà in Savoia. Non male. Ora, bisogna solo fare l’ultimo passo, verso l’elite. Ma le tre citate sono di un altro pianeta, e quindi serve un’impresa. 

GARA – A Garmisch-Partenkirchen condizioni diverse rispetto alla discesa: fa caldo, 3 gradi al parterre, e la neve è più molle nella parte bassa del tracciato. Primi pettorali con qualche vantaggio in più, che poi comunque le migliori della disciplina cancelleranno con la loro classe. Lindsey è stata perfetta, potente e stretta di linea dove contava di più, nelle curve sull’Inferno che ti permettono di arrivare sulla lunga traversa finale, ‘Fis Schneise’, con grande velocità. Lì ha vinto il suo 23esimo superG in Coppa (65a gara in assoluto, podio n°111, mai nessuna come lei in superg ed è vicina ad Hermann Maier), ma è difficile trovare difetti a Tina Maze, seconda a venti centesimi con una prova anche lei senza sbavature. Quelle che qua e là ha commesso, soprattutto sulla Holle, Anna Fenninger, terza a 0’’36. 

LE ALTRE – Un abisso dopo di loro: quarta Huetter (stagione d’oro per lei, sempre tra le prime 8 in tutti i superG corsi, Vail 2015 compreso, manca il podio), ma già a 1’’10; quinta Gut, 23 centesimi meglio di Federica Brignone: fortunata perché rientrata tra le 30 della start list grazie a infortuni e assenze e ancora di più nel sorteggio del pettorale (5), la valdostana ha però dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto si trovi a suo agio negli spazi del superG, perfetti per il suo tipo di sciata. Morale: le manca ovviamente l’abitudine alla velocità, ma non ha paura e il tempismo di curva di questa disciplina è perfetto per la sua sciata. Si qualifica per Meribel con tre soli superG corsi nell’annata (28esima a Skt. Moritz, 15a Bansko, 6a oggi) e francamente la speranza, da ora in poi, è di vederla sempre in tutti i superG in Coppa del Mondo. Perché può salire anche sul podio. Settima Goergl, ottave Gisin e Bailet (best nella disciplina), decima Hosp. 

AZZURRE – Non priva di errori la prova di quasi tutte altre italiane, comunque coraggiose su una neve saponosa; in più, il tracciato di Valerio Ghirardi era più adatto a discesiste che gigantiste. Dodicesima Elena Fanchini con pettorale 28, lei sì bravissima, 13esima Francesca Marsaglia con un grave errore sull’Himmerlreich, 16a Nadia Fanchini da cui ci aspettavamo di più, 20esima Verena Stuffer, 21esima una pasticciona Elena Curtoni, che non ha mai trovato gli appoggi giusti; 23esima Schnarf. Comunque: sette italiane su sette a punti, tutte nelle prime 23 della classifica finale, e sette qualificate alle Finali. Manca solo il podio per questa bella Italia femminile in superG.   

 

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