Francesco Nardò, l’innovazione e la poliedricità della Scuola Sci Dolomiti Cortina

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Nevica a Cortina finalmente, come in gran parte su tutte le alpi. Dalle vetrine della sede della Scuola Sci Dolomiti Cortina si vede fioccare che è un piacere, mentre Francesco Nardò, davanti a un caffè, ci racconta della Scuola Sci Dolomiti Cortina. Tarantino di Castellaneta, classe ’93, ha frequentato il liceo sportivo Bachmann di Tarvisio dove ha gareggiato per tutto il quinquennio delle scuole. Anzi, quattro, perchè all’ultimo anno si era fermato per un grave infortunio al ginocchio che lo ha allontanato, a conti fatti, per oltre due anni dalla neve. E’ diventato maestro di sci con l’Abruzzo. «Non subito, ma alla fine meglio così. A ventuno anni puoi essere più maturo che a diciotto, o meglio inizi a vedere le cose in maniera diversa». Tocca un tema fondamentale Francesco. Quante volte si è detto di provare a posticipare l’età del corso maestri?


Un tipo vulcanico e dalle tante idee Francesco. Come quando all’Università Luiss a Roma aveva fondato proprio lo Sci Club Luiss. E dove aveva, proprio grazie all’istruttore nazionale abruzzese Alfonso Trilli anch’egli ex Bachmann, conosciuto Podhio con cui iniziò una prima collaborazione nel sodalizio universitario. «C’erano diversi programmi sportivi, non però in merito allo sci. E’ stato un bel progetto, una realtà che abbiamo subito affiliato alla Fisi. Sono stati gli anni in cui ho avuto i primi contatti con Gianni Roini e avviato un rapporto con l’azienda di abbigliamento toscana che tuttavia funziona assai bene anche oggigiorno». Bachmann, il mondo delle gare giovanili, lo Sci Club Luiss: Nardò ci tiene a sottolineare le radici dell’agonismo imprescindibili per la figura del maestro di sci. «L’agonismo ti forma tecnicamente, ma soprattutto lo sport a livello agonistico ti da quella marcia in più che stenti ad avere se non si è praticato. Ho sempre amato l’agonismo e questo elemento è ancora vivo dentro di me e nella scelta dei maestri posso dire. Amo sciare, la passione è così forte che anche da direttore della scuola vorrei sempre essere con gli sci ai piedi». Chi l’agonismo lo ha fatto fino poco fa è Benedetta Loda. Prima delle ore di lezione, la ragazza che è stata medagliata tricolore Aspiranti quindi ha raggiunto un buon livello di sci giovanile nazionale, si guarda la manche dello slalom di Kitzbuehel in sede. Ma il pensiero va alla libera. «Cavolo, che miracolo Franzoni in discesa. Lo conosco bene Gio, che gioia». Si bello vedere giovani maestri che non dimenticano il messaggio delle gare e questa passione così ancora accesa.

Francesco fino a cinque anni fa era maestro con la Dolomiti Cortina, ma nell’ultimo anno aveva assunto anche un ruolo più gestionale. «Fino a quando Annibale Bisatti mi chiese di prendere in mano la direzione ed io non ho esitato a farlo. Ho sempre sognato di avere un ruolo nello sci, direttore della scuola è un incarico che mi ha subito affascinato. Cosi mi sono messo a pianificare, organizzare, gestire e oggi dal quarto anno di attività, da sei siamo passati a ventisette maestri. Un passo avanti considerevole». Fra le varie cose subito le priorità. «Primo il rinnovo dell’immagine, poi il restauro della sede e rinnovo del parco maestri. Riguardo alla prima abbiamo lavorato con Podhio sulla divisa, il vero tratto distintivo. Un lavoro sul campo, frutto di test continuativi. E poi la scelta di un giallo…non casuale, ma forte, visivo, energico. La collaborazione con Podhio sempre più solida, un cammino che nasce come dicevamo agli anni della Luiss ed è stata frutto della mia tesi di laurea magistrale. Con Gianni e i ragazzi teniamo ai dettagli. Ricerca, materiali, ovviamente personalizzazione. Sono i tratti distintivi della collaborazione con Podhio, del resto la divisa è la nostra identità. Quella di quest’anno è la quarta linea produttiva. L’estetica è uguale, ma cambiamenti nelle rifiniture e nei materiali sono costanti».

Innovazione, poliedricità, dinamismo, idee. Continua Francesco Nardò, che cerca di superare la scuola tradizionale ma idonea invece alla piazza cortinese e alle località in Dolomiti in generale: «Non solo sci alpino, ma anche snowboard e telemark. Corsi collettivi, corsi premium, ski safari, ski tour, heliski, masterclass. Più proposte insomma». Il servizio trasporto è uno dei fiori all’occhiello. «Abbiamo due mezzi con autisti dedicati che recuperano in albergo o comunque al domicilio il cliente per accompagnarlo sulla neve». Un valore aggiunto significativo, che eleva la scuola senza dubbio. «Ma oltre all’attività sulla neve cerchiamo di fornire un pacchetto di iniziative ed esperienze complete per i nostri allievi. Moonbikes, sleedog, ciaspolata, slittino, motoslitta equitazione, hell tour, ice clibing, mongolfiera, sci alpinismo ed escursioni. Alla passione che ci mettiamo nello sci, affianchiamo queste proposte che arricchiscono una vacanza che diventa davvero una esperienza totale».

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