Flavio Alberti: «Valorizzare le risorse umane»

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Da settanta agonisti siete passati a novanta, confermando un trend di crescita. Qual è il segreto?
«Cerchiamo di metterci in gioco con umiltà, attuando processi di miglioramento continui, prendendo anche spunto dal mio amico Alessandro Benetton. La nostra crescita passa attraverso la valorizzazione delle risorse umane, sia per quanto riguarda gli allenatori, sia per gli atleti. C’è la tecnica certo, coordinata da un coach di valore come Mauro Baldo, ma c’è anche il dialogo serrato fra le parti».

Sei molto attento alle metodologie, anche tu ne hai inventata una, ce la spieghi?
«Grazie a Lean Sport Service, metodo innovativo, ho capito che i nostri focus principali sono atleti, genitori, sponsor e i Mondiali Cortina 2021, tutto ruota intorno a queste quattro categorie. Il mio obiettivo è quello di far in modo che la struttura associativa si auto sostenga, rendendo minimo il mio impegno. Questo si ottiene attraverso la standardizzazione dei metodi di lavoro e alla responsabilità degli allenatori».

Cortina 2021 è un evento fondamentale per tutti, quale sarà il vostro contributo?
«Saremo coinvolti sul tema dei volontari e metteremo a disposizione le nostre capacità, strumenti e mezzi. Cortina 2021 è un orgoglio per il territorio e un’occasione di rilancio per tutti».

Poni sempre l’accento su organizzazione e logistica. Ci fai un esempio concreto?
«È pronta l’applicazione dello sci club Drusciè, dove si possono verificare allenamenti, gare, eventi, opportunità e convenzioni con i nostri sponsor. Inoltre possiamo geolocalizzare i pulmini: i genitori potranno sapere dove sono i propri figli durante le trasferte».

Novità nello staff tecnico?
«I Giovani sono guidati dai nuovi innesti Andrea Puicher Soravia e Ludovico Piller Cottrer. Sono sette atleti, un gruppo piccolo ma votato alla qualità. Fra questi ci sono anche Sofia Kratter, Francesco Gentilli e Riccardo Bosio».

Solo agonismo spinto o altre proposte?
«Abbiamo diversificato le offerte, ci sono le categorie agonistiche tradizionali che puntano in alto e poi i progetti condivisi Junior Team e Free Ski, il nostro vivaio il primo e un gruppo con obiettivi meno ambiziosi per il secondo».

E adesso hai investito anche sui Senior…
«Vogliamo farlo, intanto da quest’anno è tesserato con noi l’ex forestale Dominik Zuech. È al primo anno Senior ed è reduce da un infortunio, un buon discesista. I Senior possono essere una frontiera su cui scommettere».

Avete istituito un premio per il miglior atleta. Ci parli di questa novità?
«È un riconoscimento interno, la ‘coppa atleta dell’anno’ che quest’anno andrà a Stefano Pizzato».

Articolo tratto da Race ski magazine 147 di dicembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

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