Il futuro degli sport invernali passa da Ginevra, da una lunga serie di riunioni tecniche. Dallo snowboard allo sci alpino, dal fondo al marketing, per arrivare poi al consiglio.
Da una sala all’altra il ritornello non cambia e la prospettiva non è così rosea. Il concetto è molto semplice: servono soldi, servono introiti di qualunque genere, serve riportare in equilibrio la barca degli sport della neve dopo un periodo colorato né del bianco della neve, né del verde dei conti in ordine.
E non è una novità, visto che poco prima delle elezione Fis, Urs Lehmann e Alexandra Meissnitzer avevano alzato un polverone, sbattendo la porta dell’ufficio. Avevano pubblicamente annunciato una situazione delicata. E non era solo campagna elettorale contro Eliasch e pro-cambiamento.
In queste ore si è espresso pubblicamente anche il nuovo presidente della Fis, Alexander Ospelt. Non ci gira troppo intorno e va dritto al punto: «La FIS si trova in un momento critico che richiede un intervento immediato e deciso – spiega – Il Consiglio della FIS ha approvato tutte le misure strutturali e finanziarie necessarie, che vengono ora elaborate e attuate in collaborazione con le federazioni nazionali (NSA) e altri partner. Gli obiettivi sono chiari: ripristinare la disciplina finanziaria, ricostruire la sostenibilità finanziaria e salvaguardare il futuro a lungo termine della FIS e dell’ecosistema globale degli sport sulla neve».
Dal 2021 al 2025 il patrimonio della Fis è stato dimezzato. Da 81 milioni di franchi svizzeri si è passati ai 43, con una riduzione pari al 47%.
Durante i meeting Fis di Ginevra è stata presentata la nuova linea che verrà adottata nelle prossime stagioni. La ricetta è già compilata: taglio dei costi (forse anche del personale che incide parecchio) e ricerca di nuove entrate.
«Il consiglio – si legge in una nota ufficiale – ha illustrato le misure previste per stabilizzare la posizione finanziaria della federazione: in sostanza, per ridurre in modo significativo i costi e generare entrate aggiuntive».
Ovviamente ciò si rifletterà sulle NSA, ovvero sulle Federazione e sui comitati organizzatori, intesi prevalentemente delle gare di Coppa del Mondo o che beneficiano di diritti.
In questo scenario è già stata accantonata l’idea dei Mondiali ipotizzati e infilati last minute nel 2028, che avrebbe inaugurato il ciclo dei “Mondiali annuali”. Se ne riparlerà dal 2032 in avanti, anche perché non tutti erano proprio d’accordo. E poi perché una rassegna iridata non la puoi mettere in piedi in 24 mesi. Meglio dunque fermarsi un attimo e riflettere, anche se in ballo ci sarebbero stati introiti che per certo avrebbero sorriso anche alla Fis.


