Peter Fill ©Agence Zoom

Discese. Bravi ancora in discesa. Ottimi i due podi di Peter Fill, come ha affermato lui stesso, sul difficile, quando non si deve sbagliare è un maestro. Non riesce a spingere quando bisogna incrementare la velocità, ma quando serve trovare le linee giuste per mantenerla è ancora molto bravo, anzi l’esperienza ventennale su tutte le piste della Word Cup lo aiuta a fare sempre la giusta scelta. Tatticamente Peter tendenzialmente stringe le linee in entrata curva per “sentire” subito lo sci esterno carico sotto al corpo, cercando poi di mantenere la centralità per tutta la curva. Questa tattica ha pagato nelle discese molto mosse e sconnesse come quella di Garmisch, nel weekend tedesco Peter ha sbagliato una sola linea sempre alla stessa curva, una volta l’ha stretta troppo, il giorno dopo l’ha anticipata troppo, in entrambi i casi gli è costata la vittoria. L’aver riconquistato il pettorale rosso, simbolo del leader della classifica della discesa, avvalora ancora di più la storica vittoria della coppa di disciplina dello scorso anno. Bravo anche Dominik Paris, però ha fatto diversi piccoli errori, anche a Kitzbuhel ne ha fatti, lì è riuscito comunque a vincere qui purtroppo per lui neanche a salire sul podio. Da Domme mi aspetto sempre moltissimo, ha le possibilità per dominare il settore velocità. Nelle discipline tecniche maschili ci sono leader chiari, in discesa e in super molti sono i bravi ma nessuno, in assenza di Svindal, si è ancora elevato sopra gli altri, Paris è in grado di farlo! Peccato per l’assenza di Christof Innerhofer, era la sua pista, erano le sue condizioni. Null’altro da segnalare in casa Italia visto che nessun altro va a punti.

Gigante. Questa volta il gigante assoluto è Marcel Hirscher, questa è la sua gara, questo il suo terreno. Sempre molto compatto e solido qualsiasi cosa trovi sotto i suoi sci, ha ridicolizzato i suoi avversari come già aveva fatto nel 2015 quando su questa stessa pista rifilò 3”28 a tutti. Ha una capacità di vincolare lo sci eccezionale, non a caso le sue più belle vittorie stagionali le ha ottenute nello slalom di Kitzbuhel e qui a Garmisch, su un terreno di gara non uniforme, sconnesso, non ben preparato. Discreti i nostri Florian Eisath e Luca De Aliprandini a tratti convincenti, a tratti in balia degli attrezzi, sembra poi che Finferlo si diverta a fare una brutta prima manche per poi recuperare nella seconda con uno dei migliori tempi, contento lui…. Altri quattro i qualificati: Manfred Moelgg, Riccardo Tonetti, Roberto Nani, ma l’unico veramente da segnalare esaltandone la prestazione è Simon Maurberger 15°, un giovane nuovo nella disciplina del gigante.

La preparazione della pista. Molte le polemiche sulla barratura a macchia di leopardo che ha messo in estrema difficolta tutti i concorrenti, non condivido, ma comprendo le scelte della FIS di preparare le piste non perfettamente lisce per limitare la velocità, visto che così facendo gli atleti non riescono ad accelerare in curva, ma guai ad esagerare pena i troppi gravi infortuni. Le tante brutte cadute non sono state certo uno spettacolo edificante, era già successo per diversi motivi lo scorso anno a Kitzbuhel, brutto che si sia ripetuto quest’anno a Garmisch. Troppo alto il prezzo che si paga in questi casi, lo sci alpino è di per sé già fin troppo pericoloso, sbagliato amplificare questo aspetto con cervellotiche barrature, esperimenti falliti che giocano sulla pelle degli atleti. La FIS si fida molto dei vari comitati organizzatori nella preparazione gara, ma alla fine le brutte figure sono sue.

Convocazioni Mondiali. Dieci sono i convocati più due riserve a livello maschile per i mondiali di Saint Moritz: Luca De Aliprandini 27 anni, Florian Eisath 33 anni, Peter Fill 35 anni, Stefano Gross 31 anni, Christof Innerhofer 33 anni, Manfred Moelgg 35 anni, Dominik Paris 28 anni, Giuliano Razzoli 33 anni, Patrik Thaler 39 anni, Riccardo Tonetti 28 anni. Solo riserve Mattia Casse e Tommaso Sala rispettivamente 27 e 25 anni. Sette atleti sopra i trent’anni, età media 32,2 anni, praticamente gli stessi quartetti che hanno partecipato alle ultime Olimpiadi di Sochi 2014, verosimilmente, visto l’andazzo, gli stessi che parteciperanno alle prossime di Pyeongchang 2018, vicinissime ormai. Sono estremamente orgoglioso di vedere così tanti atleti (praticamente tutti) con cui ho lavorato conquistare il pass per una rassegna così importante, segno che in passato si è lavorato bene, ma sarebbe stato giusto vedere guadagnarsi la convocazione (una volta fra i primi 8 in WC) anche a qualche giovane in più. Proprio in questi giorni le nostre ragazze hanno gareggiato a Cortina dove nel 2021 si correranno i Mondiali Italiani e, anche se auguro lunga vita ai nostri gloriosi veterani, immagino che almeno per allora sarà indispensabile che qualche giovane sia quantomeno competitivo con loro. Con questo auguro un buon mondiale a tutti, se la media podi stagionale sarà confermata le medaglie dovrebbero essere molte, ma le grandi manifestazioni sono sempre un altro discorso rispetto alla World Cup.

 

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