Finalmente Corrado Barbera. Il 2002 di Cuneo strappa nello slalom di Adelboden i primi punti di Coppa del Mondo. E lo fa non su un pendio a caso, ma leggendario: con il 66 entra nei trenta sul leggendario Chuonisbaergli dimostrando di essere tecnicamente assai valido. Numero proibitivo a parte, chiudere nei primi trenta lo slalom monumento di Adelboden significa che il livello c’è. Ha lottato tanto Corra, ce lo avevo detto prima di Madonna di Campiglio che stava battagliando non poco per superare un momento difficile. Ci teneva a far bene sul Canalone Miramonti e lo abbiamo visto sconsolato al termine della gara trentina. Ma Barbera si è rifatto subito ed ecco questo 28° posto che vale tanto oggi.

Ci dice Corrado: «Ero arrabbiato per non essermi qualificato quattro giorni fa. In partenza avevo questa rabbia dentro ma allo stesso tempo anche la consapevolezza di poter far bene perchè stavo crescendo come condizione. Sono partito determinato e agguerrito più che mai e arrivare in fondo per sessantaseiesimo e osservare al tabellone che ero qualificato per la seconda run mi ha fatto esplodere di felicità, di entusiasmo. Questa è la mia gioia sportiva più grande, anche più importante rispetto all’oro dei Mondialini, avevo bisogno di questo risulato, stavo attraversando un periodo difficile. E poi i primi punti su una pista mito come questa hanno un valore pazzesco. Nella seconda non ero partito male, anzi. Poi ho commesso un errore e non ho voluto più rischiare. Il livello dello slalom è assai alto e poi se ci mettiamo il pendio così severo. E’ stato fantastico vedere ancora lo skistadium stracolmo quando sono sceso, che soddisfazione oggi i primi punti in Coppa del Mondo».
Ecco Andrea Truddaiu, l’allenatore responsabile del gruppo Coppa Europa che era in pista ad Adelboden: «Lo alleno da qualche anno, so e sappiamo quanto impegno ci mette il ragazzo per riuscire ad emergere in Coppa del Mondo. Voleva a tutti i costi la qualifica, è arrivata finalmente. Una gioia per tutti, anche se sappiamo che è il primo passo di un lungo viaggio e bisogna lavorare sodo per continuare ad essere regolari. Poteva arrivare prima? Si, ma ci voleva un pò di pazienza. Siamo consapevoli del valore di questi ragazzi, giusto dare fiducia. Ripeto, adesso avanti e sotto con i prossimi appuntamenti».





