Dominik Paris
Dominik Paris ©Agence Zoom

Meglio l’uovo oggi che la gallina domani. Chiaro è una ovvietà, che bello sarebbe festeggiare già quest’anno la prima Coppa di discesa per l’Italia, ma non abbiate timore con un Dominik Paris così l’obiettivo sarà sicuramente presto centrato.

DOMINIK PARIS – Intanto, grandissima vittoria: voluta, conquistata, centrata, dominata battendo tutti gli avversari, come ho già detto dopo Chamonix, quasi un peccato che non ci sia stato Aksel Svindal sarebbe stato un interessante confronto. Anche di questo sono certo Domme diventerà il più forte discesista italiano di tutti i tempi e molto presto il più forte discesista al mondo. Ne ha tutte le caratteristiche: una struttura notevole, una scorrevolezza innata, una capacità di buttarsi nella pendenza unica, una tecnica sempre più sofisticata ma il segreto vero è il suo divertimento nello sciare, il suo essere a suo agio quando tutti tremano. Non è ancora troppo considerato, nella sua carriera non lo è mai stato, forse per il suo aspetto un po’ goffo, forse per la sua timidezza, forse per il suo italiano stentato, ma se io fossi uno sponsor che vuole investire nel mondo dello sci non avrei dubbi a puntare su questo ragazzone di 27 anni, già ci ha dato molto, ma ha ancora uno straordinario futuro davanti. Personalmente ho un rammarico: mi sarebbe piaciuto avere Domme in piena forma alle ultime Olimpiadi di Sochi, la pista si adattava perfettamente a lui, con una parte molto tecnica, una parte di scorrevolezza, grandi salti dove lui è un maestro. Peccato l’infortunio in Val Gardena all’inizio di quella stagione, le medaglie in discesa potevano essere due! Ho parlato di sponsor e voglio nominare quello personale di Domme, Finstral, e con loro un ex dirigente della Federazione Richard Weissensteiner, qualche anno fa avremmo potuto perdere l’enorme talento di questo atleta visti i suoi problemi economici, ma con il loro intervento e con l’appoggio del gruppo sportivo della Forestale che lo ha arruolato, tutto è andato per il verso giusto. Tra l’altro, per uno scherzo del destino, visto che Finstral sponsorizza da sempre un solo atleta, Paris è andato a prendere il posto di quello sciatore con cui ora è in lotta per la conquista della coppa di specialità: Peter Fill.

PETER FILL – Solo un piccolo punticino in più e non saremmo tutti a consultare i siti di meteorologia! Così anche Aksel Lund Svindal è ancora in gioco e, a essere completamente onesti, resta comunque il vincitore morale della Coppa. Siamo italiani e nello sport un po’ di faziosità e partigianeria sono concesse, quindi io spero che la gara si faccia e che Peter si possa giocare in pieno le proprie possibilità, ma certo non come ha fatto quest’ultima volta. Non è possibile che un atleta della sua esperienza e del suo valore si imbrogli, per la tensione, fin dalla prima curva e non fatevi ingannare dal primo intertempo, dove Peter sembrava in vantaggio, quando la fotocellula è in curva la traiettoria più o meno anticipata del concorrente non rende veritiero l’intertempo. Le prove per Peter erano state eccezionali, gli sci in gara certamente veloci (lo dimostrano gli ultimi parziali), è solo mancato l’istinto killer. Mi scuso con lui se nei miei commenti spesso l’ho proprio per questo un po’ tartassato, ma a fare sempre il ragioniere poi ci si abitua e all’occorrenza non è facile cambiare registro. Non è finita, anzi, il pettorale rosso è suo, il vantaggio è ancora suo, deve giocatela a tutta. Visti i distacchi in classifica, che lasciano aperte tutte le possibilità, non servono i conti, non serve speculare e questo per lui è quasi un vantaggio.

MALTEMPO – Martedì e mercoledì è prevista una perturbazione, non oso pensare quali e quante saranno le discussioni e le pressioni per lo svolgimento delle prove e della gara sull’italiano, race-director, Markus Waldner. Norvegia da una parte e Italia dall’altra, pensate se Fill fosse stato un punto davanti a Svindal, Italia contro Italia, questo avrebbe lasciato strascichi devastanti. Lo sci è uno sport singolo dove però l’allenamento è di squadra, questo genera dinamiche particolari. Già ora, credetemi, molti sorrisi all’interno della nostra squadra di velocità sono di circostanza, più galli in un pollaio, si sa, fanno confusione, basta osservare attentamente le foto dei podi per intuire quanta brace si celi sotto la cenere. Sia chiaro, io sono per la concorrenza, meglio averne tanti campioni che uno solo, ma nessuno pensi che la gestione di una squadra come la nostra di velocità sia semplice e banale. Gli equilibri sono delicati, in continua evoluzione, vanno continuamente monitorati, adeguati, gestiti. Vedremo come si evolverà la situazione, intanto speriamo di portare a casa questa storica coppa di discesa… tutto il resto per ora non conta.

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