Un weekend da sogno per l’Italia dello sci alpino (diremmo in generale degli sport invernali) e non è finita. Intanto gli azzurri hanno scritto una pagina di storia indelebile, in nemmeno 24 ore, mai nemmeno sfiorata in precedenza.
I protagonisti? Sempre loro. Giovanni Franzoni e Nicol Delago. Il primo si è imposto nel superG di Wengen, venerdì 16 gennaio, la seconda nella discesa libera di Tarvisio, per giunta in casa, sabato 17 gennaio.
Ebbene, per entrambi si è trattato del successo numero 1 in Coppa del Mondo. Già. Due “matricole”, passateci il termine, sul gradino più alto del podio, in due giorni consecutivi, è qualcosa che non si era mai visto prima per l’Italia dello sci alpino. Certo, dipende dai calendari e da un pizzico di fortuna, in questo caso il weekend lungo di Wengen ha in qualche modo agevolato l’impresa.
Ma resta una pagina unica. Per trovare qualcosa di simile, ma non proprio identico, bisogna risalire al 25 e 28 gennaio 1986, quindi a distanza di tre giorni: Michaela Marzola, all’epoca 19 anni e per altro pure lei gardenese, si impose nel superG di Megeve, in Francia, prima e unica vittoria in Coppa del Mondo; il 28 gennaio successivo Richard Pramotton da Courmayeur, grande campione eclissatosi troppo presto, vinceva per la prima volta nel circuito maggiore trionfando in gigante nel “tempio” di Adelboden, per altro davanti a un altro azzurro, Marco Tonazzi.

Marzola non avrebbe più vinto in Coppa, Pramotton sì, altre due volte e proprio nel 1986, con contorno di podi in slalom e persino in superG! A gennaio 1987 era addirittura in testa alla classifica generale, poi conquistata da Pirmin Zurbriggen.
Anche questa è stata storia. Oggi intanto l’Italia ci riprova, tra slalom di Wengen e superG a Tarvisio. Forse l’impresa è più difficile, soprattutto tra i rapid gates svizzeri, ma chissà…





