Dopo l’intenso lavoro di preparazione sulle nevi argentine di Ushuaia il ventinovenne sciatore delle Fiamme Gialle Luca De Aliprandini è stato testimonial nello stand di Fisi del Trentino alla manifestazione «Trentino Sport Days» andata in scena a Riva del Garda.

Pronto per l’esordio stagionale?
«Non manca molto a Sölden, una gara particolare perché è come il primo giorno di scuola, dove non si sa mai a che punto si è tecnicamente e fisicamente rispetto agli avversari. So comunque di essermi allenato bene, senza alcun intoppo fisico. Sono soddisfatto e spero di raccogliere finalmente qualcosa di importante».

Hai cambiato qualcosa nella preparazione rispetto al passato?
«Con i tecnici e il preparatore atletico abbiamo cercato di variare il lavoro estivo, con l’obiettivo di affinare qualche carenza. Meno attività di forza energica e più lavoro sull’agilità. Sugli sci saranno importanti le prossime settimane. In vista dell’esordio nel Tirolo sarebbe strategico che la pista Gurschler in Val Senales fosse in ottime condizioni. Per noi rappresenta una straordinaria palestra tecnica in questa fase dell’anno, cercando di affinare gli ultimi dettagli».

Cosa non ha funzionato nell’ultimo inverno e cosa ti ha lasciato la stagione scorsa?
«Sono partito subito con un piccolo problema di materiali. Poi mi sono ripreso con buoni piazzamenti. Ai mondiali invece ero influenzato e non ero al top. Una stagione con alti e bassi, che ho comunque chiuso bene. Mi ha insegnato che devo cercar di essere più costante».

Ancora un cambio di tecnici per la squadra di gigante. Il gruppo funziona?
«Purtroppo negli ultimi anni sono variati troppo spesso i nostri riferimenti e, pur avendo lavorato con allenatori preparati, non si è mai potuto impostare un percorso su lungo periodo. E questo un po’ si paga come squadra. In primavera si è cambiato ancora. Siamo comunque un bel gruppo, che vuole mettersi in evidenza. Sono fiducioso».

Come avete vissuto in nazionale l’addio alle competizioni di Hirscher? «Il podio ritorna a essere a tre posti anziché due. Battute a parte un grandissimo campione ha lasciato il nostro movimento, e quando i campioni abbandonano un po’ si perde sempre. Io come i miei compagni dobbiamo guardare a noi stessi per fare il meglio possibile».

Sarà un inverno senza mondiali e olimpiadi. È tanto diversa per un atleta una stagione del genere?
«Mondiali e Olimpiadi sono importanti dal punto di vista mediatico. Io cerco sempre di dare il massimo, in allenamento e in gara, per centrare risultati di rilievo. Speriamo di ottenerli in Coppa del Mondo. Magari il podio che inseguo già nelle prime gare».

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Andrea
REDATTORE - Dopo un trascorso da maestro di sci e allenatore, ha deciso di intraprendere un nuovo percorso nel giornalismo e nella comunicazione, unendo la passione per lo sport al lavoro. Dal 2013 collabora con la nostra rivista, occupandosi dapprima del mondo giovanile e di Reparto Corse, passando poi a seguire sul campo anche eventi di Coppa del Mondo, Campionati Mondiali e Coppa Europa. È giornalista e fotografo a tutto campo e porta avanti un'agenzia di comunicazione specializzata nello sport e negli eventi: ciclismo, mountain bike, sport invernali e trail le discipline più seguite.

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