Dario Borsotti: «Ghiacciai? Priorità alla categoria Giovani»

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Aspettare, è necessario aspettare ancora. L’emergenza sanitaria rimane, seppur i dati degli ultimi giorni siano un pò meno preoccupanti. Il grave problema è ancora insomma attualissimo e soprattutto di portata mondiale. Ma il mondo della neve scalpita, la voglia di programmare il futuro è tanta. Tuttavia ci sono ancora troppi forse, se, ma.

L’ INTERVENTO – Ne parliamo con Dario Borsotti, direttore tecnico dello Sci Club Bardonecchia e navigato coach. «Aspettare, prima di tutto aspettiamo il decreto del Governo, le decisioni poi a cascata in merito al mondo dello sport e dello sci. Tuttavia, credo che ci saranno dei problemi logistici ed organizzativi che complicheranno trasferte e allenamenti e anche soggiorni negli alberghi. E poi la situazione sanitaria legata al Covid-19 come si svilupperà? Innanzitutto lo sport dovrebbe avere una voce univoca. Più che il livello nazionale, servirebbero direttive addirittura europee. Siamo tutti nella stessa situazione, servono a mio giudizio norme uguali per ognuno di noi. E aggiungo che anche la Fis potrebbe esprimersi in materia. Vedremo. Credo che sia auspicabile iniziare a pensare a fare delle scelte. L’alto livello, nel senso delle squadre nazionali partendo dalla Coppa del Mondo, sciano per lavoro. Quindi il lavoro è una necessità e così dovrebbero avere un cammino privilegiato per riprendere la preparazione sulla neve».

SCI CLUB – Continua l’allenatore piemontese: «Sugli sci club credo sia giusto privilegiare gli allenamenti della categoria Giovani, per gli altri si può aspettare. I Giovani sono il futuro più immediato e poi è più semplice la gestione di tale categoria in queste eventuali prime trasferte. Capisco l’indotto degli sci club, ma oggi non mi sembra molto razionale mettere in moto il sistema allenamenti per i più piccoli. Ma ci pensate poi alla logistica? Camera singole, quattro in pulmino, distanziamento nelle code agli impianti. E’ tempo di fare delle scelte, io la penso così. La cosa importante comunque è far capire che anche senza sci è giusto portare in alcuni periodi estivi in montagna i ragazzi, anche più piccoli. Ci sono differenti attività da fare a secco, è più facile lavorare senza creare assembramenti. E poi, io lo sostengo da sempre, lo sci estivo da Pulcini non è poi così fondamentale. Non dico di fare come mio figlio Giovanni che sciava una sola settimana in estate fino all’ultimo anno Allievi (e ora gareggia in Coppa del Mondo aggiungiamo noi) ma neanche ritmi folli che vanno così di moda oggi. Anzi, concludo con una battuta…evitare assembramenti anche in futuro non sarebbe male, così alle gare, i nostri piccoli non avranno intorno così tanti allenatori come succede oggi»


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