Prevenire gli infortuni in generale e, nello specifico, del legamento crociato anteriore è sempre uno dei temi più di attualità nel circo bianco. Per questo motivo a Torino, nel centro riabilitativo Isokinetic, è stata costruita una Green Room per l’analisi del MAT (Movement Analysis Test). I casi studiati negli anni passati hanno fatto emergere numeri davvero preoccupanti in materia. Dal 1980 al 2013 su 477 atleti della nazionale francese, il 31% ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore, di questi il 22% si è successivamente infortunato allo stesso ginocchio, mentre il 17% si è fermato per problemi a quello opposto. L’infortunio al legamento crociato anteriore (LCA) del ginocchio è più frequente nelle donne. E non riguarda solo lo sci alpino ma tanti altri sport come calcio, baseball, basket, hockey su ghiaccio: il rischio di rottura è maggiore rispetto ai maschi, mentre non ci sono particolari differenze per quanto riguarda il collaterale o i menischi. I motivi che determinano tale aumento dell’infortunio al LCA nelle donne sono stati studiati approfonditamente, considerando sia i fattori di rischio estrinseci (non associati al corpo), sia intrinseci (all’interno). Nel primo caso si parla principalmente di problemi di tipo ambientale, ovvero la condizione del terreno oppure il rapporto terreno-calzature o ancora la temperatura esterna. Nel secondo caso parliamo di fattori anatomici, purtroppo scarsamente modificabili, ormonali, in relazione all’effetto degli estrogeni e al ciclo mestruale, neuromuscolari e biomeccanici o dinamici potenzialmente modificabili attraverso interventi riabilitativi. Un aumentato indice di massa corporea (BMI) favorirebbe una ridotta capacità di flessione del ginocchio in gesti sport-specifici come l’atterraggio da un salto. La lassità ligamanetosa generalizzata e specifica è da considerarsi come un potenziale fattore di rischio, con possibili basi genetiche. È stata dimostrata una lassità articolare specifica correlata con un aumentato atteggiamento funzionale in valgo ed è stata vista essere maggiore nelle donne rispetto agli uomini. Il legamento crociato anteriore femminile ha una ridotta rigidità lineare. Fattori ormonali possono spiegare la diversa frequenza di lesioni tra il genere maschile e femminile. Alcuni autori hanno associato il rischio di lesione di non contatto del LCA con l’utilizzo di contraccettivi orali e la fase pre-ovulatoria del ciclo mestruale. Se i fattori sopra-citati sono spesso non modificabili, quelli neuromuscolari e biomeccanici sono invece potenzialmente risolvibili, grazie a uno speciale training neuromotorio.

Aleksander Aamodt Kilde ©Agence Zoom

LA COMPLESSITA’ DEL TRAINING NEUROMOTORIO – Per controllo neuro-muscolare s’intende l’attivazione inconscia delle catene muscolari collegate a un’articolazione in risposta a stimoli sensoriali ed una fase cruciale durante molti gesti atletico-sportivi. Il sistema di controllo neuromuscolare, attraverso la stabilizzazione dinamica, aiuta a proteggere il ginocchio durante l’esecuzione di gesti e sport-specifici. L’attivazione muscolare e le conseguenti azioni devono essere coordinate e co-attivate in modo da proteggere un’articolazione; per cui, per la stabilità articolare, sono essenziali le relazioni agonista-antagonista: per quanto riguarda il ginocchio, la co-attivazione dei legamenti del ginocchio (hamstrings) e quadricipite femorale può essere il punto critico per prevenire o ridurre il movimento ed i carichi che gravano sul ginocchio e che possono aumentare il rischio di infortunio del LCA. È stato scientificamente dimostrato che gli angoli di abduzione del ginocchio sono positivamente correlati con il rischio di infortunio del LCA e che soggetti di sesso femminile presentano momenti di valgo dinamico maggiore rispetto agli uomini ed è considerato il fattore di rischio principale per gli infortuni al legamento crociato anteriore. Poi ci sono le alterazioni di tronco e bacino: una ridotta flessione del tronco durante movimenti e sport specifici che includono un atterraggio altera sia la cinematica sul piano frontale sia sagittale, aumentando le forze di reazione del suolo e il carico che va a gravare a livello dell’articolazione del ginocchio. Anche una ridotta attività della muscolatura dell’anca sul piano sagittale e degli hamstrings contribuisce ad aumentare il quantitativo di energia che viene assorbita a livello articolare piuttosto che a livello muscolare. La tecnica di atterraggio con maggiore flessione plantare della caviglia aumenta l’assorbimento dell’urto e riduce il picco di forza verticale al suolo. Anche l’intra/extra-rotazione dell’anca è un fattore di rischio molto importante per la lesione del LCA, in quanto associata ai momenti di forza degli extra-rotatori che si sviluppano durante gesti sport-specifici.

LO SCI ALPINO IN ANALISI – Per quanto riguarda lo sci alpino c’è una certa controversia sulle differenze di rischio di infortunio correlato al sesso. La FIS ha studiato 10 team per 6 stagioni consecutive in Coppa del Mondo, registrando tutti gli infortuni in allenamento e gara. I risultati hanno dimostrato che i maschi si infortunano di più delle donne, ma non sono state osservate differenze riguardanti l’infortunio al LCA. Dal 1996 al 2006 sono stati presi in considerazione gli adolescenti (16-19 anni) e i risultati sono cambiati, con il settore femminile più a rischio rispetto a quello maschile. Uno strumento importante per lo studio degli infortuni è l’utilizzo della video analisi. Questo permette di trovare pattern di movimento a rischio in tutti gli sport. Nello sci è stata studiata durante 3 stagioni consecutive di Coppa del Mondo (2006-2009) e il movimento più a rischio per la rottura legamentosa è durante la perdita di pressione sullo sci esterno ed estensione del ginocchio per recuperare il grip, a volte anche all’improvviso: in questo modo il ginocchio viene forzato in rotazione interna e valgo.

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