La discesa femminile di Crans Montana parte in salita, per via della bassa visibilità e di una neve che varia mano a mano che si scende. Ed è anche molto scivolosa e particolari in alcune curve.
Sono partite solo sei atlete, poi Peter Gerdol ha deciso di far partire un nuovo apripista che, arrivato in fondo, ha dato indicazioni sulle condizioni. Breve consulto della giuria, che ha deciso di cancellare la gara, anche perché nel frattempo la visibilità è tornata a calare, con nuovi fiocchi di neve.
Terribile caduta di Lindsey Vonn, con una torsione delle ginocchia, in modo particolare quello sinistro. Anche lei è finita nelle reti, nello stesso punto di Nina Ortlieb ed è rimasta a lungo a terra.
I medici le hanno subito testato la tenuta del ginocchio, poi si è rimessa in piedi ma ci ha messo moltissimo a raggiungere il traguardo. Più volte si è fermata lungo la pista per toccarsi il ginocchio, con vistosi cenni di dolore. Tolti gli sci, zoppica. Si attendono aggiornamenti.

Prima dell’americana ci sono state altre due brutte cadute. Subito nelle reti, nella parte alta, l’austriaca Nina Ortlieb che si è prontamente rialzata e ha raggiunto il traguardo sulle proprie gambe. Bruttissima l’uscita di pista della norvegese Marte Monsen, a pochi metri dal traguardo. Ha infilato l’ultima porta strappando il telo, poi dritta nelle reti con tanto di perdita del casco. È stata soccorso con il toboga.
Domani è in programma il superG, ultima gara femminile prima dei Giochi Olimpici. Le previsioni meteo annunciano un miglioramento. Intanto la prova della discesa maschile è stata spostata alle ore 13, per consentire ai tecnici di lavorare in pista.




