Cosa dobbiamo aspettarci dagli slalomisti?

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Abbiamo parlato con Max Carca per 'tastare il polso' del team di slalom

La squadra di slalom è appena rientrata da Soelden. Nell’alto Oetztal infatti una bufera di neve ha obbligato gli slalomisti a rientrare anticipatamente in Italia. Dopo la ‘debacle’ dei gigantisti ora l’attenzione è focalizzata sugli atleti agli ordini di Max Carca, che però sono dovuti rientrare anzi tempo tempo. A metà novembre sulle nevi della Lapponia finlandese di Levi esordiranno gli slalomisti, obbligati a riscattare la prova incolore di domenica scorsa. Addetti ai lavori e tifosi si domandano ora la condizione degli slalomisti a poco più di
quindici giorni dalla prima gara fra le porte stette.

Max Carca analizza questi due giorni di allenamento e vede segnali positivi, anche se i problemi di forma per alcuni atleti rimangono all’ordine del giorno: “abbiamo fatto due dei tre giorni in programma a Soelden. Ieri abbiamo sciato sul facile con diversi cambi di ritmo, cercando di simulare la parte alta del tracciato di Levi. Una scelta dettata anche dal fatto che avevamo altri due giorni per sciare sul duro. Questa mattina allenamento invece sul Rettenbach, dove c’erano due tracciati, uno il nostro e l’altro per gli austriaci. Quello che si è districato meglio questa mattina è stato Patrick Thaler. Un training impegnativo, sul difficile, in cui ho visto dei passi in avanti. Giorgio Rocca finalmente sta ritrovando brillantezza, dopo un’estate dove ha tribolato un po’. Si applica e lotta sempre, è davvero un esempio. Manca ancora dell’allenamento per essere nel massimo della condizione, ma almeno la strada intrapresa è quella giusta”.
Cristian Deville
e Giuliano Razzoli hanno ripreso a sciare. “Deville ovviamente dopo metà discesa accusa in stanchezza e compie degli errori dettati dal suo stato di forma precario. Razzoli finalmente ha ripreso a sciare fra i pali dopo la lunga sosta. C’erano anche Peter Fill e Christof Innerhofer, che prenderanno parte martedì ad Amneville alla Coppa Europa”.

Una squadra “incerottata” insomma, ma che sembra essersi indirizzata sulla strada giusta. E Manfred Moelgg, il grande deluso della gara di esordio? “In estate era il più veloce in slalom, ha le carte in regola andar forte già da Levi”. Manfred si dice sereno: “dopo il gigante ho fatto fatica a ritrovare lo smalto in slalom. Mi sentivo un po’ stanco, non è stato facile prendere il ritmo, ma la cosa più importante è che di testa sto bene. A Levi parto da numero uno della disciplina e mi piacerebbe confermarmi in quella posizione”.
E i prossimi allenamenti? Chiude Carca: “Ci tengo a fare almeno tre giorni barrando un tracciato. Se apriranno Bormio nel fine settimana, andremo in alta Valtellina perché ci permettono di bagnare la pista. Novembre è un mese critico per gli allenamenti, in quanto poche stazioni sono aperte e sui ghiacciai non permettono più di barrare”. 

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