La Coppa del Mondo di sci alpino maschile è giunta a un primo bivio, con l’inizio del 2026. Tempo di un piccolo bilancio dopo 5 giganti, 4 slalom, 4 superG e 3 discese disputati, per un totale di 16 gare già in archivio su 38 previste in calendario.
Siamo dunque a un passo dal taglio di metà stagione, ricordando sempre che dal 6 febbraio scatteranno i Giochi Olimpici di Milano-Cortina, ovviamente dal peso specifico non indifferente in questa annata agonistica. A livello generale, nulla è cambiato, con Marco Odermatt che veleggia verso la sua quinta Coppa del Mondo consecutiva, come solo Hirscher (che si spinse fino a otto di fila) ha saputo fare.
Nel dettaglio, invece, c’è molto da raccontare. Intanto, le prime volte di Rassat, Brennsteiner e soprattutto Zabystran sul gradino più alto del podio, per altro in tre specialità diverse i citati, slalom, gigante e superG. Dei nominati colpisce anche l’età del primo urrah in Coppa del Mondo: il ceco, primo sciatore della sua Nazione a imporsi nel circuito maggiore, sta per compiere 28 anni; Rassat ne ha 27, Brennsteiner è sopra i 30, ne ha 34.
Inutile aggiungere che per la Repubblica Ceca il superG in Gardena abbia rappresentato un momento storico, ben oltre i due podi di Ondrej Bank in combinata del passato. Da sottolineare comunque l’ingresso del Brasile tra le nazioni vincenti non solo nello sci alpino, ma proprio negli sport invernali (ovviamente con un atleta norvegese, ma dal doppio passaporto) e il primo successo di Marco Schwarz in superG, dopo aver ottenuto anche la seconda vittoria tra le porte larghe in carriera.

Proprio il ritorno ad alti livelli di Schwarz è forse la nota più lieta di questa prima parte di stagione in senso generale: prima della caduta a Bormio del 28 dicembre 2023, infatti, il carinziano era sembrato l’unico avversario credibile di Marco Odermatt, per quanto probabilmente il dominatore delle ultime quattro edizioni della Coppa difficilmente può essere battibile. In ogni caso Schwarz, da slalomista, era cresciuto in maniera esponenziale, riuscendo in carriera a trionfare in parallelo, combinata alpina, gigante e ora persino superG.
Ben tornato a questi livelli, dunque: se non altro Marco rende comunque più interessante la sfida. In casa Italia maschile, nonostante vittorie non siano ancora arrivate, non mancano motivi di soddisfazione, vari. Quattro podi in tre specialità diverse, il primo assoluto di Giovanni Franzoni, il primo di Vinatzer in gigante, con la conferma di Paris in Gardena e la zampata di Schieder. E in slalom gigante quanto meno Filippo Della Vite è tornato a punti nelle ultime tre gare disputate, consecutivamente. E’ possibile ripetere l’impresa del 2024-2025, cioè salire sul podio in tutte e quattro le specialità previste, almeno una volta.

Restando in casa Italia, l’avvento di Mauro Pini come responsabile di slalom e gigante ha portato sicuramente novità interessanti, basti guardare al nuovo assetto sugli sci di Vinatzer, che sta lavorando sulla pulizia della sciata, e al buon rientro di Tommaso Sala.Vinatzer, in particolare, è decimo in classifica generale, 12° in slalom, 5° in gigante. Ha disputato nove gare tecniche nel 2025-2026. Bilancio: 1 sola uscita, 1 podio, 6 top 10, di cui 4 tra le porte larghe. Siamo solo all’inizio di un nuovo cammino per lui, ma si può essere soddisfatti e guardare con fiducia a Milano-Cortina 2026. Bene anche il rientro di Bosca.
Tornando alla stagione nel suo complesso, va rimarcato il ritorno sul podio di uno sciatore finlandese in slalom a distanza di 18 anni (Hallberg, 3° a Levi 2025, dopo Kalle Palander, secondo nello slalom di Reiteralm del novembre 2007) e la prima volta, invece, di un belga, con Armand Marchant, secondo in slalom a Gurgl. In generale sono 10 le Nazioni diverse sul podio in questa prima parte di stagione.

La Gran Bretagna non ha dato troppo seguito al grande risultato di Levi, con 3 atleti nei primi 27 in slalom, Taylor 4°, Ryding 7° e Major 27°. Ma ha un serbatoio intrigante per il futuro. Tra i giovani più interessanti sicuramente il norvegese Sandvik, classe 2004, già due top10 in slalom, l’americano Ryder Sarchett, altra classe 2004, iridato jr. in gigante nel 2024, decimo in Val d’Isere tra le porte larghe e il il francese Flavio Vitale, del 2005, campione del mondo juniores in carica in gigante, decimo nell’apertura sul Rettenbach. Anche e soprattutto in casa Italia si attendono nuovi ricambi giovani…
Infine, se per la classifica generale 2025-2026 non sembra esserci comunque storia, per le varie coppe di specialità (gigante, slalom, superG, discesa) la sfida è aperta ovunque e decisamente affascinante.





