©Agence Zoom

Il protocollo per gli impianti di risalita e le linee guida per l’apertura dei comprensori sciistici ci sono. È stato definito ieri – lunedì – durante la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Quello che sarebbe dovuto essere il giorno del grande passo e una strada che lentamente andava verso la discesa, si è invece trasformato in un botta e risposta tra Governo e Regioni. Già di prima mattina, quando Corriere della Sera e Repubblica hanno riportato indiscrezioni di Palazzo Chigi su una possibile decisione di non aprire gli impianti durante le festività natalizie. Una doccia gelata, una bufera di vento gelido e neve che rischia di travolgere il nostro mondo, quello dell’industria bianca che vale milioni e milioni di euro. 

Il documento con le linee guida, che sarebbe dovuto arrivare al Cts, rischia dunque di rimanere nel cassetto, senza sapere neppure quando potrà essere messo in pratica. In una stagione che si preannunciava già molto difficile, non vi è alcuna certezza. E oltre all’ingente danno economico, per chi opera intorno agli impianti diventa anche impossibile programmare. L’innevamento programmato che tra caldo e incertezze procede a singhiozzo, le assunzione delle società impianti che sono ferme, così come quelle di bar, ristoranti, alberghi, noleggi sci sono problemi non di poco conto. E poi ci sono le scuole sci, i maestri di sci. Un mondo che sperava di partire magari non proprio all’Immacolata, ma quanto meno riprendere di slancio poco prima di Natale. Si sa, quello è un periodo d’oro, vale moltissimo nel bilancio della stagione. Per tutti.

©Agence Zoom

Ieri per tutta la giornata sono andati avanti botta e risposta, dichiarazioni, interventi e prese di posizione. Il Governo, pur non avendo pronto il prossimo Dpcm, sembra però avere una linea molto chiara, purtroppo. Al termine di una giornata di fuoco, il premier Conte è intervenuto a ‘Otto e Mezzo’ su La 7, togliendo ogni dubbio: «Niente sci a Natale, non ce lo possiamo permettere». Poco prima il ministro Boccia era intervento su Rai 1, a ‘La vita in diretta’, con parole dello stesso tenore: «Impianti aperti? Non ci sono le condizioni». 

Gli Assessori dell’arco alpino, che in queste settimana hanno lavorato per presentare il nuovo documento, non ci stanno e sono piuttosto irritati. In una nota congiunta, firmata da Daniel Alfreider (Vicepresidente Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente Regione Valle d’Aosta), Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Friuli Venezia Giulia), Martina Cambiaghi (Assessore allo Sport Regione Lombardia), Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto), Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento) e Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte), dicono: «Siamo tutti ben coscienti delle difficoltà del momento, ma vogliamo e dobbiamo guardare al futuro con atteggiamento positivo, consapevoli soprattutto dell’importanza che l’industria dello sci ricopre per l’economia italiana. Grazie all’approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale». Chiedono al Governo di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l’intero Paese. E aggiungono: «Sono molte le realtà imprenditoriali legate alla stagione bianca – tra cui scuole di sci, noleggi, aziende di trasporto, hotel e ospitalità in genere, ecc. – che aspettano risposte per programmare la stagione invernale, e tutte che stanno partecipando in maniera corale al grande lavoro di preparazione e messa a punto degli standard di sicurezza per sciatori e addetti». Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher ha detto: «È ancora prematuro, noi speriamo possa riprendere a gennaio» riferito alle piste da sci; il governatore veneto Luca Zaia invece spiega: «Abbiamo voluto comunque approvare le linee guida per l’apertura delle piste di sci – dice – Non vuol dire che abbiamo segnato un gol, diciamo che in via preventiva troviamo assurdo non avere le linee guida, perché semmai decidessero di aprire noi comunque le abbiamo fatte». Il collega piemontese Alberto Cirio aggiunge: «Dobbiamo trovare un punto di equilibrio, come stanno facendo altri Paesi». 

©Agence Zoom

E mentre la Svizzera grida di avere piste aperte e di essere pronta ad accogliere i turisti dei Paesi limitrofi, Federica Brignone e Alberto Tomba provano a lanciare un messaggio spiegando che lo sci è uno sport all’aperto e individuale e che sarebbe un segnale positivo per tutti. È intervenuto con una nota ufficiale anche Giuseppe Cuc, presidente del Collegio nazionale dei maestri di sci che in Italia sono 15.000 e molti lavorano nelle 380 scuole presenti sul territorio. «Non andiamo contro la salute, siamo consapevoli del momento storico che stiamo attraversando. Ritengo però prematuro avanzare certe ipotesi quasi un mese prima dell’ipotetica data di apertura. In questi mesi abbiamo imparato che tutto può cambiare in pochissimo tempo. L’intera categoria guarda con fiducia al futuro, anche perché lo sci è uno sport sicuro, il distanziamento è garantito. Applicando in modo corretto le regole previste dal nuovo protocollo degli impianti e le linee guida che abbiamo studiato insieme alle altre realtà, potremo garantire un avvio della stagione in sicurezza». 

©Agence Zoom

Nel giorno in cui tutto si è fermato o quasi, la Fisi è andata controcorrente riaprendo di nuovo agli agonisti di tutte le categorie la possibilità di allenarsi. «La Federazione può procedere per il momento ad allargare la definizione di “atleta di interesse nazionale” agli atleti delle categorie giovanili e master, nella loro totalità, rimasti esclusi dalla precedente deliberazione, la cui partecipazione a competizioni nazionali e internazionali – comprese quelle programmate in data successiva al termine di vigenza del DPCM del 3 novembre -, nonché agli allenamenti a queste ultime funzionali, sia disposta dalle società o associazioni sportive o dai GSMNS di appartenenza. Le sopra illustrate disposizioni federali entreranno in vigore a partire dal prossimo lunedì 30 novembre p.v». Era attesa un’apertura solo sui Children, ora è arrivata anche per Pulcini e Master. Potrebbe essere stata studiata a tavolino, un modo per dire al Governo che il mondo dello sci non si ferma e in qualche modo vuole andare avanti. In fondo gli atleti riconosciuti di interesse nazionale si possono spostare e si possono allenare. Sfruttiamo bene quest’occasione, seguiamo insieme le poche regole che ci sono richieste. I nostri giovani hanno la possibilità di fare sport all’aria aperta. Di questi tempi non è scontato.