Brignone e un’altra prima volta: «Il lavoro paga, oggi talmente tranquilla… che quasi non entro in ricognizione»

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Federica Brignone è leader della Coppa del Mondo, della discesa e centra la trentaduesima località in cui è riuscita a salire sul podio almeno una volta. Quel podio tanto sognato nella sua amata Cortina d’Ampezzo, ora è diventato realtà. E i podio ora sono 74. 

Federica, sfatato il tabù di Cortina d’Ampezzo.
«Sono contentissima, finalmente sono riuscita a salire su questo podio qui ed è una giornata fantastica, è una grande emozione davanti a questo pubblico». 

Ti aspettavi di salire sul podio?
«Al traguardo sapevo di aver sbagliato all’argano, dove avevo fatto il miglior tempo ieri e dove avrei dovuto fare la differenza oggi. Non sapevo se ce l’avrei fatta, avevo visto la prova di Lie e non era stata perfetta. C’erano tante atlete ancora in partenza, ma ce l’ho fatta». 

Hai il pettorale rosso in discesa, te lo aspettavi?
«Mi fa ridere perché non ce l’ho in superG e gigante e lo indosso invece in discesa, ma abbiamo fatto tre gare e siamo a un terzo della stagione. Certo era un sogno indossarlo in discesa, con Sbarde (lo skiman, ndr) ho spesso scherzato e confidato che avrei voluto regalarglielo e che non sapevo se ci sarei riuscita». 

Cosa ti è mancato in passato sull’Olympia delle Tofane?
«In prova sono spesso andata bene, questa pista la conosco eccome, ma in gara sono partita sempre troppo agitata, tesa in partenza e non va bene su una pista abbastanza facile. Mi sono spesso irrigidita, andando a incidere troppo sugli spigoli. Oggi invece sono contenta perché sono riuscita a rimanere tranquilla e morbida, su tutti i dossi, peccato averla buttata un po’ via lì a metà, ma va bene così». 

Questa mattina solita routine?
«Certo, perché rispetto all’allenamento non devi fare nulla di diverso, altrimenti significa dare troppa importanza all’appuntamento e non va bene. Non ti devi inventare nulla. Pensate che ho pure rischiato di non entrare in ricognizione: pensavo l’avessero posticipata di 10 minuti ed ero a farmi un giro in campo libero. Sì, ero proprio tranquilla…». 

Deborah Compagnoni ha detto che la velocità allunga la carriera. Cosa dici?
«Ha ragione, fisicamente è meno impegnativa una settimana di velocità rispetto a una di gigante e slalom. Se non hai paura, la velocità allunga la carriera eccome. Quest’anno infatti faccio più fatica in gigante». 

Cosa dici di tutte queste prime volte a 34 anni?
«Tanta roba, significa che il lavoro paga: mi sono sempre detta che si raccoglie quello che si semina. Ho sempre cercato di migliorare e non sedermi, trovare spunti su cui continuare a crescere. E ora ho raccolto». 

La prossima prima volta?
«Beh, domani c’è un’altra occasione». 

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