Bravi tutti, una giornata memorabile per l’Italia!

Il punto tecnico di Claudio Ravetto dopo il fine settimana strabiliante dell'Italia

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Nadia Fanchini e Daniela Merighetti
Nadia Fanchini e Daniela Merighetti ©Agence Zoom

Dominik Paris. Wow che Paris! Che vittorie! Che weekend! Bravo Domme, sono proprio contento per te! Lo ammetto, ho un forte debole per questo omone, forse proprio perchè siamo entrambi sopra i 100kg, forse per quella sorta di goffaggine che ci dà questo fisico, forse per l’innata timidezza che cerchiamo, senza riuscire, a mascherare, forse per una umile estrazione sociale che cozza con un mondo inevitabilmente di ricchi come quello dello sci; fatto sta che ora che posso permettermi di esprimere preferenze lo dico: Dominik Paris è il mio atleta preferito e non da oggi! Che classe, che completezza tecnica che si adatta a tutte le situazioni, che fisico fortissimo ma anche di una agilità sorprendente (…che slalomista!), che passione. Ecco è proprio questo il vero segreto di Domme l’amore per questo sport, il puro gusto di sciare. Lo ricordo a Vancouver, sbarcato giovanissimo alla sua prima Olimpiade non senza qualche polemica, che dopo aver morso il freno per più di una settimana di inattività forzata all’interno del villaggio, ha sfogato la sua voglia di sci cogliendo il secondo posto nella discesa della super combinata. O sulla Streif da lui vinta nel 2013, quel giorno a bordo pista, vedendolo passare molto vicino, ho potuto leggergli in viso un’espressione che da allenatore non avevo mai visto, sopra a 100 all’ora, sul verglas, in un salto seguito da una esse chiusa, dava l’impressione di fischiettare, di fare un comoda e divertentissima passeggiata, di più, mi ha dato l’impressione che potesse girarsi in volo a salutarmi dicendomi: “ciao Claudio, vado a vincere questa garetta, mi sto divertendo un mondo!”. Ecco, a Chamonix, ho rivisto quel Paris che come lui stesso ha dichiarato ha ritrovato se stesso, soprattutto mentalmente. Gli ho scritto su WhatsApp un semplice “ok” mi ha risposto con una faccina sorridente seguita da un “ok”.

CHE VITTORIE – 20 febbraio 2016, memorabile giornata per lo sci italiano, ero a La Thuile e ho potuto direttamente apprezzare la gara di Nadia Fanchini che si accomunava con Paris in una vittoria bellissima, conquistata, voluta, ottenuta battendo i più forti, nel caso di Nadia davanti alla regina Vonn, nel caso di Domme dimostrandosi un numero uno, mi dispiace quasi l’assenza per infortunio di Svindal, perché anche lui sicuramente nulla avrebbe potuto contro il nostro Superman. Stravince anche La Thuile, bella gara, ben organizzata, tanta gente, un bello spettacolo; gli organizzatori italiani quest’anno posso essere veramente orgogliosi del loro operato, da noi si è corsa la coppa del mondo di serie “A”, nel resto del mondo la serie “B”. Se poi si confronta la gara femminile, corsa su un bella pista tecnica, con l’orribile spettacolo offerto dalla combinata maschile, corsa in condizioni tragiche, viene da dire che, ogni tanto, il nostro mondo fa harakiri, abbiamo sicuramente perso per sempre lo spettatore che per la prima volta si fosse avvicinato a questo sport proprio in quella occasione. In un grandissimo weekend che ha da solo ha risollevato le sorti stagionali dello sci italiano (5 podi complessivi di cui due vittorie), non posso non rimarcare la “quasi” vittoria di Peter Fill, con il suo quinto posto e la sua politica dei piccoli passi vede sempre più vicino un risultato che, se alla fine conquistato, sarebbe enorme: la prima coppa di discesa ottenuta dall’Italia. Assolutamente tifo per lui, anche se non sempre ne ho apprezzato l’atteggiamento. Grandissimo anche il podio di Dada Merighetti, brava, te lo meriti tutto, ma per favore basta, non rischiare più, di “legnate” ne hai prese veramente troppe, non vale più la pena chiedere troppo alla sorte.

LA TESTA – Nello sport moderno l’aspetto mentale fa sempre più la differenza. Dei benefici dalla ritrovata fiducia in se stesso di Domme ho già scritto, da tecnico sarei curioso anche di sapere su cosa hanno lavorato, nei colloqui settimanali, Nadia e il mio amico Dott. Beppe Vercelli (anche psicologo Juventus), esimio professionista della mente di cui da sempre ho apprezzato il lavoro. Sottolineo l’incredibile stimolo positivo che ha dato a Blardone o a Fill la nascita dei figli, o la spinta pazzesca che hanno avuto Dada e sempre Blardo dalla voglia di chiudere la carriera con il botto. Faccio notare lo scontro tutto di testa, che è andato in scena nella tre giorni di La Thuile fra Gut e Vonn. Il primo giorno vittoria della Gut, con Vonn fuori e in tilt anche mediatico. Seconda giornata con totale e inaspettata inversione delle parti, Vonn ottima seconda e clamorosa controprestazione della Gut. Per finire con gara praticamente parallela il terzo giorno, ma entrambe dietro a una super Tina Weirather, fino ad allora sottotono. Uno a zero, uno a uno, pari e patta. Che bello lo sci alpino, e soprattutto sotto questo aspetto, quanto ci sarebbe ancora da capire e da studiare, in fondo gli atleti di alto livello sono delle splendide fuoriserie di formula uno, le nuove scoperte e le innovazioni si ottengono con la ricerca più sofisticata fatta a quel livello, poi il tutto può e deve essere riversato alle utilitarie, a noi persone normali, per poterne ottenere dei vantaggi anche nella vita di tutti i giorni.

BRAVI TUTTI 10 + – Storiche giornate per lo sci italiano, tutti meritano davvero un grosso plauso, certo non è che in un weekend solo si possono cancellare con un colpo di spugna tutte le ombre stagionali, ma oggi è giusto festeggiare, dire al mondo dello sport che lo sci non tradisce mai, solo la scherma in Italia dà eguali soddisfazioni ai propri tifosi. Magari è proprio in questi momenti di euforia, a mente libera, che bisogna analizzare gli errori commessi e programmare un futuro ancora migliore senza affidarsi, come siamo soliti, allo “stellone italico”.

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