Cosa sta succedendo al giovane romano?

I tecnici sembrano dargli fiducia ancora (e verrebbe da dire ci mancherebbe altro), ma non bisogna far finta che nell’ambiente azzurro iniziano a sorgere, seppur velatamente, malumori sul fatto che Giordano Ronci non riesca a qualificarsi in Coppa del Mondo. Uno sciatore atipico Giordà, forse perchè ‘romano de’ Roma’, forse perchè non ha mai fatto parte di nessun Comitato o sci club, forse perchè portato da papà Antonio dalla categoria baby alla Coppa Europa.

AL VERTICE DEL MONDO GIOVANILE – Si è fatto da solo, o forse lo ha fatto da solo proprio quel vulcanico padre. Un tipo strano Giordà, che nonostante un paio di gravi infortuni e un intervento chirurgico nel pieno della categoria Giovani, è riuscito a vincere due titoli italiani di slalom juniores, fare un bronzo assoluto, sfiorare l’anno scorso il ‘posto fisso’ nel circuito continentale e vincere uno slalom davanti ad un certo Enrik Kristoffersen. Un tipo singolare Giordà, che sembra all’apparenza uno che non ci mette quell’impegno meticoloso e maniacale del giovanotto alpino, ma che invece si è sempre allenato come un forsennato dodici mesi su dodici.

ZERO PUNTI IN CDM – Però attenzione, quello che è vero e giusto bisogna dirlo. Ad oggi ci si aspettava di più da questo classe ’92: ci aspettavamo, e sicuramente anche lui si aspettava, una qualifica, almeno qualche punticino nella massima serie. Invece dopo quattro slalom zero punti e anche in Coppa Europa non è stato così all’altezza dei big come lo scorso inverno. E per di più in gara è apparso discontinuo, ballerino, con poca resistenza, spossato e soprattutto spaesato.

FUTURO – Cosa succede? Forse è necessario aspettarlo ancora però, non può aver disimparato a sciare, tanto più che da questa primavera è in tutto e per tutto con la squadra A. Forse meglio riportarlo in Coppa Europa e basta? Un errore. Molti big che oggi primeggiano hanno fatto davvero fatica alle prime apparizioni in Coppa del Mondo, vedi in slalom Fritz Dopfer, Calle Lindh o Alexis Pinturault per fare qualche nome. E poi portare chi? D’altronde parte a ridosso dei 30 e poi siamo sicuri che altri giovani dietro si qualificarebbero pronti via? Aspettiamolo (e aspettiamoli questi giovani) dunque. E crediamo ancora in Giordà verrebbe proprio da dire…